Piedimonte matese. Tele, documenti, pergamene, una straordinaria collezione d'armi, monete, splendide ceramiche cerretesi del Settecento e una piccola galleria con i diciassette dipinti della pinacoteca comunale, finalmente tornati a nuova luce dopo un delicato intervento di restauro. Questo pomeriggio, il museo civico riaprirà nuovamente al pubblico, dopo «trentuno anni di avvilente oblio»: con queste parole l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Carlo Sarro, ha inteso ricordare l'evento di oggi sulla lapide commemorativa posta al primo piano del complesso monumentale di San Domenico, dove, appunto, tornerà ad aver sede il museo cittadino. Riammodernamento delle sale, messa in sicurezza di tutti i locali con impianti antincendio e antifurto, porte blindate, teche e arredi tirati a lucido: i lavori di ristrutturazione, appena completati, hanno permesso di rimettere ordine nell'intero percorso espositivo che questa sera sarà presentato dal sindaco e dalla giunta comunale, alla presenza del rettore della Seconda Università di Napoli Antonio Grella, del presidente della Provincia Riccardo Ventre e della sovrintendente ai Beni culturali Giovanna Petrenga. Esposta, nella cappella della Madonna del Rosario adiacente al chiostro Cinquecentesco, l'antica farmacia del vecchio ospedale di Piedimonte Matese, completamente restaurata e salvata anch'essa dall'oblio in cui era caduta. Un interessante percorso espositivo, dunque, che da questa sera tornerà nella sua sede d'origine. Un altro importante tassello che va a completare il progetto di realizzazione di un unico polo culturale all'interno del complesso monumentale di San Domenico.