Non solo sportelli. Investimenti e offerta culturale per l'Italia Galan sofferente: «La mancanza di soldi non può essere una scusa» Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo. presenta il «Progetto cultura» Dall'iniziativa del gruppo bancario prende corpo un nuovo grande polo museale a Milano, «Le gallerie di Piazza Scala». L'impegno per la Grande Brera dipende dai soldi che si potranno raccogliere tra i privati. MILANO. Dal federalismo bancario può nascere non solo il grande più gruppo creditizio italiano, ma anche un intervento culturale di ampio respiro, aperto e fruibile a tutti, capace di aiutare la crescita civile del Paese. Probabilmente l'ambizioso «Progetto Cultura» di Banca Intesa Sanpaolo, presentato ieri a Milano nella sede della vecchia, amata Comit, rappresenta per il presidente dell'istituto Giovanni Bazoli il coronamento di un'idea lunga tutta la sua vita professionale. È da trent'anni almeno, da quando gli capitò di prendere in mano il disastrato Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, che l'avvocato bresciano alimenta la sua vocazione di banchiere al servizio della comunità e adesso che la sua carriera ha raggiunto il pieno successo con la creazione di Intesa Sanpaolo c'è spazio e tempo per alimentare un neomecenatismo che porti al pubblico; al Paese l'enorme patrimonio artistico e culturale delle banche. GALAN CHIEDE SOLDI AI PRIVATI Davanti al ministro dei Beni Culturali Galan cui non difetta l'abilità dialettica - d'altra parte è stato un bravo venditore di Publitalia - e che assicura il suo impegno «per realizzare la Grande Brera, perché la mancanza di soldi non può essere una scusa e dobbiamo coinvolgere e lasciare spazio ai privati», davanti a banchieri come Giuseppe Guzzetti, industriali e finanzieri, a Letizia Moratti (un po' delusa...) e al neo sindaco Giuliano Pisapia felice che commenta: «Un dono straordinario per Milano», il presidente di Intesa Sanpaolo rileva che «le fondazioni non possono sostituire lo stato», ma si può perseguire la collaborazione tra pubblico e privato: «Certi spazi - ha spiegato - Vengono coltivati meglio dai privati che non dal pubblico, senza però la possibilità di surrogare lo Stato. Non è possibile una supplenza intesa come sostituzione». Il «Progetto Cultura» è in divenire, coinvolge grandi città, con poli museali vecchi e nuovi, in- vestimenti per restauri di opere d'arte, mostre temporanee, laboratori, convegni. In questo quadro di iniziative la novità più rilevante è il nuovo polo museale di Milano chiamato «Gallerie di Piazza Scala» in quanto la sua sede sarà proprio nella piazza che ospita il famoso Teatro, Palazzo Marino sede del comune e la sede storica della Banca Commerciale. Il nuovo polo si estenderà su 8.300 metri quadrati, comprendenti Palazzo Beltrami e gli adiacenti Palazzo Canonica, Palazzo Brentani e Palazzo Anguissola. Gli edifici sono in fase di restauro e allestimento. Le «Gallerie di Piazza Scala» saranno divise in due sezioni, dedicate rispettivamente ad opere dell'Ottocento e del Novecento delle collezioni di Intesa Sanpaolo. La prima sarà inaugurata nel prossimo autunno ed ospiterà 200 opere dell'Ottocento, provenienti anche dalla collezione della Fondazione Cariplo, partner del progetto. Si estenderà da una serie di bassorilievi in gesso di Canova, fino a sfociare in opere futuriste dell'inizio del secolo successivo, comprendenti quattro quadri di Boccioni. Tutto l'Ottocento sarà documentato dai maggiori artisti italiani del secolo, tra i quali Hayez, Domenico e Gerolamo Induno, Inganni, Signorini, Gola, Segantini, Carcano, Morbelli, Boldini, Zandomeneghi. DA HAYEZ A SCHIFANO Ancora più estesa sarà la sezione, pronta il prossimo anno e dedicata al Novecento, con 2700 opere che documentano tutte le tendenze e correnti artistiche del secolo, da Balla, Carrà, De Chirico, De Pisis, agli astrattisti Munari, Reggiani, Soldati, Birolli, Afro. Seguono poi l'arte Povera (Paolini, Merz, Boetti), l'arte Concettuale (Agnetti), la Pop Art italiana (Schifano, Festa, Ceroli) la Transavanguardia e le ultime tendenze. Il nuovo polo museale milanese si aggiunge a quelli che già Intesa SanPaolo ha creato a Vicenza e Napoli. In seguito, ha annunciato Bazoli, ne sono previsti anche a Torino ed in altre città.