Dagli acuti canori ai maestri del colore: Piazza della Scala scopre una nuova vocazione artistica. Il cuore civile di Milano è destinato presto a cambiare volto grazie alle «Gallerie di Piazza della Scala», un nuovo grande museo dedicato alla pittura dell'Ottocento e del Novecento ospitato in quattro rinomati palazzi attigui: Beltrami (sede storica della Banca Commerciale Italiana), Brentano, Canonica e Anguissola. Si tratta dell'asse portante iel «Progetto cultura» illustrato ieri da Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo. Le opere che arricchiranno i1 museo provengono dalle collezioni della Fondazione Cariplo e dalle raccolte di Intesa Sanpaolo e verranno sistemate in un percorso disegnato da Michele De Lucchi e curato da Fernando Mazzocca e Aldo Grasso. A metà settembre la sezione dell'Ottocento sarà già frubile dal pubblico con i capolavori di Canova, Hayez e Boccioni. Perché Intesa Sanpolo ha deciso di aprire un grande museo nel cuore di Milano, e di ampliare i musei già creati in passato a Vicenza (Palazzo Leoni Montanari) e a Napoli (Palazzo Zevallos Stigliano)? E perché ha in animo di aprire in futuro anche una sede museale a Torino? Giovanni Bazoli risponde con chiarezza. Fissa il suo sguardo sull'Expo 2015 e sottoliena che questo straordinario appuntamento per Milano e per l'Italia deve essere occasione per far riscoprire a tutti i cittadini l'orgoglio e la passione di essere italiani. Varando il «Progetto Cultura», Intesa Sanpaolo si fa carico di una precisa responsabilità sociale verso il Paese: contribuire non solo alla sua crescita economica, ma anche a quella civile e culturale. «Poesia, bellezza, cultura - ha detto ieri il presidente del Consiglio di Sorveglianza presentando il Progetto Cultura al ministro Giancarlo Galan e al sindaco Giuliano Pisapia - sono parole abitualmente lontane da una banca, ma bene esprimono il senso profondo di quanto Intesa Sanpaolo vuole offrire all'Italia». In occasione dei 15o anni dell'Unità, dunque, la mission di Bazoli è chiara: «Fare cultura per fare l'Italia» rendendo pubblico un variegato patrimonio di oltre diecimila opere d'arte, già catalogato e online, ma soltanto parzialmente visibile. La prima mossa di questo ambizioso progetto sarà l'apertura del polo museale milanese. Sorgerà in una sorta di quadrilatero della cultura, degno contraltare di quello della moda: 8.300 mq nel centro della città, tra piazza della Scala e via Manzoni. Si chiamerà le «Gallerie di Piazza Scala» e sarà un complesso architettonico unico nel suo genere, progettato da Michele De Lucchi per ospitare due musei, uno dedicato all'Ottocento (inaugurazione prevista a metà settembre), dove ammirare uno spaccato di storia dell'arte italiana dai gessi neoclassici di Canova ai capolavori del futurista Boccioni, e l'altro dedicato al Novecento (apertura prevista entro il 2012). Il centro di Milano diventerà così un museo diffuso: da Palazzo Reale con il Museo del Novecento, attraverso la Galleria Vittorio Emanuele II e il Teatro del Piermarini, si entrerà nelle Gallerie di Banca Intesa Sanpaolo,ubicate in quattro edifici fino a oggi pressoché inaccessibili, eppure già noti ai viaggiatori dell'Ottocento per i loro affreschi e gli arredi neoclassici, per i cortili e giardini segreti. Su tutti spicca il settecentesco Palazzo Anguissola, opera di Carlo Soave, ricordato nel 1841 come «la casa più ammirata di Milano». Conserva intatte le boiserie neoclassiche, i pavimenti di marmo e uno scalone monumentale. Qui troveranno posto i grandi dipinti risorgimentali di Domenico Induno, i quadri del romanticismo storico di Francesco Hayez, gli scorci di Milano di Angelo Inganni, mentre in giardino sono già state collocate alcune sculture in marmo del patrimonio Comit con maestri del Surrealismo europeo come Hans Arp e di Juan Mirò. Il secondo edificio è l'ottocentesco Palazzo Canonica (dal nome dell'architetto Luigi Canonica che vi progettò una bella corte colonnata centrale), in cui brilla oggi una scultura di bronzo di Arnaldo Pomodoro. Quindi Palazzo Brentani su via Manzoni, con i bei medaglioni di uomini illustri allineati in facciata, e il monumentale Palazzo Beltrami, con la poderosa facciata bianca su piazza Scala e il grande portone, realizzato da Luca Beltrami tra il 1906 e il 1911. Il giorno dell'inaugurazione, a metà settembre, il Museo dell'Ottocento- distribuito nei Palazzi Anguissola, Canonica e Brentani - ospiterà una selezione di 200 opere del XIX secolo provenienti non solo dalla collezione di Intesa Sanpaolo, ma anche dal patrimonio della Fondazione Cariplo, partner del progetto. Nel 2012, invece, sarà visitabile in palazzo Beltrami (la sede storica della banca Commerciale Italiana) una parte della ricca collezione d'arte del Novecento di Intesa Sanpaolo: 2.700 opere da Balla a Carrà, da De Pisis a Mafai, fino ai maestri dell'Informale degli anni'50, della Pop Art degli anni '60 e delle avanguardie più recenti dell'Arte Povera, della Transavanguardia e dei contemporanei Vanessa Beecroft, Silvio Wolf, Stefano Arienti e Alberto Garutti. IL PATRIMONIO 600 Le opere restaurate Nel 1989 è stato avviato da Intesa Sanpaolo, in collaborazione con le Soprintendenze venete, un programma di restauro per preservare e valorizzare il patrimonio artistico italiano. Sono state restituite oltre 600 opere d'arte: oltre alla sede di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, le opere sono esposte anche a Palazzo Pitti e nel Museo di San Marco a Firenze. 150 Anni d'Italia e di fotografia In autunno a Torino sarà inaugurata una rassegna fotografica (che avrà carattere itinerante) dedicata agli ambienti, ai soggetti, alle eccellenze dell'Italia contemporanea, a 150 anni dall'unificazione del Paese. NEL 2012 I TESORI DEL'900 Entro il 2012 sarà inaugurata a Palazzo Beltrami di Milano, sede della Banca Commerciale Italiana, l'esposizione permanente di una selezione di opere della collezione d'arte del '900 di Intesa Sanpaolo Palazzo Leoni Montanari a Vicenza L'edificio storico della Banca Cattolica del Veneto è sede espositiva dal 1999. Nelle Gallerie sono custodite circa 130 icone russe (in alto, l'opera del XVI secolo San Nicola con otto scene della sua vita), selezione delle oltre 400 tavole che rappresentano la più importante collezione dell'Occidente. Nel Palazzo anche un laboratorio di restauro per il recupero delle opere e una biblioteca specialistica per lo studio dell'arte dell'icona. Accanto alle icone, una preziosa raccolta - che sarà arricchita con altri tesori - di pittura veneta del XVIII secolo, con tele di Pietro Longhi, Canaletto e Francesco Guardi. Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli Secondo Stendhal, via Toledo, su cui si affaccia il Palazzo, è la strada «più popolosa e allegra del mondo». L'edificio custodisce il Martirio di sant'Orsola di Caravaggio, opera della stagione finale del maestro lombardo, e la più preziosa testimonianza cartografica della città di Napoli del Seicento, opera di Alessandro Baratta. La superficie espositiva passa da 900 a 1.300 metri quadrati per concentrare le collezioni d'a rte di Intesa Sanpaolo del Sud Italia. Sono oltre 500 i reperti appartenenti alla collezione di cera miche attiche e magnogreche, provenienti perla quasi totalità dalla zona di Ruvo di Puglia: si tratta di manufatti realizzati dai grandi artisti che operavano nelle botteghe ceramiche d'Atene e dell'Italia meridionale nel VIII secolo a.C. Inoltre, a Pa lazzo Zevallos Stigliano 150 opere di ambito partenopeo dal XVII al XIX secolo, il presepe napoletano del XVIII secolo, che rappresenta al meglio l'eccellenza dell'artigianato artistico locale (oggi conservato nel Palazzo Reale di Napoli).
il Sole 24 Ore
23 Giugno 2011
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A Milano anche l'arte ha il suo quadrilatero
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