La città è una macchina che produce cultura. Il fenomeno, che si conosce da sempre, ieri si è avvertito a Milano. Giovanni Bazoli lo ha evocato annunciando la formazione di un complesso museale, grande il doppio di Brera e sito accanto alla Scala. Si chiama «Progetto Cultura». Si deve a Intesa Sanpaolo. Il «Progetto Cultura» di Intesa Sanpaolo, annunciato ieri a Milano, è stato una sorpresa in un momento di crisi economica e di recessione epocale. E rivolto all'intero Paese, anche se nel capoluogo lombardo si svolgerà la parte più rilevante. Per dirla in parole semplici, è stata progettata una rete di iniziative che già vede attivi spazi a Napoli e a Vicenza in futuro toccherà a Torino e ad altre città e che a Milano è destinata a cambiare non poche cose. Che cosa succederà? Per ora possiamo dire che il «Progetto Cultura» di Intesa Sanpaolo trasformerà in complesso museale quattro grandi palazzi tra piazza della Scala e via Manzoni, creando entro il 2012 un'estensione di 8300 metri quadrati. È una possibilità espositiva che sconvolge le regole, giacché questi nuovi «spazi di bellezza e poesia» (come li ha chiamati Giovanni Bazoli) creeranno un'area unica dedicata alla cultura. E una piccola nuova cittadella consacrata all'arte e al sapere che si sta formando nel cuore di Milano e che, attraverso la Galleria Vittorio Emanuele, unisce centri di attività quali Palazzo Reale, il Museo del Novecento, l'Ambrosiana, lo stesso Teatro del Piermarini e queste Gallerie di Piazza Scala per giungere sino alla Casa del Manzoni. La quale potrà trarne solo vantaggi. Inoltre va aggiunto che il nuovo grande museo di Intesa Sanpaolo non si limiterà a esporre i bassorilievi di Antonio Canova, i capolavori di Umberto Boccioni o i quadri storici di Francesco Hayez, ma darà vita a un'officina delle idee e si aprirà ai giovani per creare opportunità formative. Diventerà, in altre parole, un polo che si svilupperà nel tempo, tra sfide e scenari sempre diversi. È significativo che tutto questo avvenga a Milano, città che ora può a buon diritto considerarsi nuovamente un centro per l'arte, le esposizioni e le idee. Ma la cosa più importante, che ci sembra la vera novità recata da queste Gallerie di Piazza Scala, è che la cultura abbia vinto le miserie del momento e torni ad essere qualcosa di sicuro su cui investire, puntare, sperare. Una realtà che abbonda nel nostro Paese, che non ha smarrito il suo valore morale e in cui è possibile ancora credere.