E' stato presentato ieri sera, presso l'Anfiteatro Flavio di Roma, il progetto di restauro del Colosseo, finanziato da Diego Della Valle con 25 milioni di euro. «Abbiamo fatto - ha spiegato Della Valle - un accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali e abbiamo dato vita ad una Fondazione denominata "Amici del Colosseo" che per 15 anni metterà in piedi attività sociali» e, ha assicurato, «non c'è nulla di commerciale». Della Valle ha poi ricordato: quando è stato invitato dal sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, a partecipare al finanziamento dei lavori di restauro, lo ha richiamato lo stesso giorno «dicendogli che il nostro gruppo avrebbe voluto fare da solo il restauro del Colosseo perché il monumento appartiene agli italiani e al mondo e non avremmo accettato che venisse ricoperto con cartelloni o altro». L'imprenditore marchigiano ha poi ampliato il suo ragionamento auspicando iniziative simili anche per gli scavi di Pompei, per Firenze e per Venezia: «Sto cercando imprenditori disposti a fare quello che ho fatto io e questo progetto l'ho chiamato Progetto Italia». A tale scopo gioverà ricordare che di recente, nonostante queste belle dichiarazioni d'intenti, Della Valle ha preferito erogare alla Scala di Milano piuttosto che al maggio Musicale Fiorentino (che naviga in acque ben peggio) la somma di oltre 5 milioni di euro. Il ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, da parte sua, intervenendo alla presentazione del progetto Colosseo ha puntato sulla necessità di una «fiscalità di vantaggio» per agevolare la valorizzazione dei beni culturali nazionali, in quanto «non possiamo non rispondere a questi segnali di mecenatismo con indifferenza». «Non possiamo fare pagare - ha spiegato il ministro - il 20 di Iva sulle sponsorizzazioni e il 10 di Iva sui lavori. E non possiamo non prevedere il 5 per mille dell'Irpef agli interventi culturali».