I lavori sull'anfiteatro romano avranno inizio a fine luglio Alemanno: finisce un incubo. Della Valle: valore sociale ROMA - «Un affare? E se anche lo fosse? Spero che per il gruppo Della Valle lo sia, come sicuramente lo sarà per Roma, per l'Italia e per il mondo intero». Visto che tutti ci giravano intorno, è il ministro ai Beni culturali Galan a sdoganare la parolina laica che si ha paura di pronunciare. Che convenienza ha il patron della Tod's a sganciare 25 milioni di euro per il restyling del Colosseo? Da qui ipotesi, congetture, il contratto per il finanziamento dei lavori passato ai raggi «x », lo sponsor accusato di finto mecenatismo. Ebbene, il progetto di restauro è stato presentato ieri nel cuore dell'Anfiteatro Flavio, nell'area da cui si accede entrando dalla Porta Libitinaria. Pietre millenarie, politici, (annunciato ma assente Gianni Letta) molti vip (in prima fila Christian De Sica e consorte). «Quando il sindaco Alemanno mi ha chiamato - spiega come è nato l'interessamento Diego Della Valle - per espormi le sue idee io e mio fratello Andrea ci abbiamo pensato e dopo sole 24 ore abbiamo deciso. Con una sola condizione: vogliamo essere l'unico sponsor. Lo abbiamo fatto perché il nostro gruppo è conosciuto come made in Italy e niente come questo monumento conosciuto in tutto il mondo lo rappresenta. Gli appalti per i primi lavori saranno avviati a luglio. E non vogliamo fermarci qui, anche Pompei, Venezia, Firenze, in futuro potrebbero vedere un coinvolgimento del nostro Gruppo». Il costo dell'intervento sarà di 25 milioni di euro. Al termine dei lavori la superficie visitabile del Colosseo - il più visitato in Europa, una media di 5 milioni di biglietti staccati ogni anno, con punte di 25 mila al giorno - sarà incrementata del 25. Tra 61 anni l'antico Anfiteatro spegnerà duemila candeline. E comincia a dimostrarli tutti i suoi anni. Tra smog e vibrazioni ha subito una vera e propria aggressione urbana. Al logorio ha contribuito non poco lo stress degli anni '60 quando veniva utilizzato in pratica da spartitraffico. Ma anche dopo non è stato trattato benissimo. Per Alemanno invece «è finito un incubo». «Vorrei - ha rivendicato il sindaco di Roma - che questa fosse una giornata di grande orgoglio italiano, un esempio di responsabilità sociale delle imprese dalle quali nasce un nuovo mecenatismo di cui c'è disperato bisogno». E le polemiche? «Erano fuori tiro. Stiamo parlando di una operazione straordinaria». La procedura di sponsorizzazione era stata avviata nell'agosto del 2010. I lavori di cantierizzazione inizieranno a settembre. Il piano prevede la chiusura delle arcate perimetrali con cancellate, il restauro dei prospetti settentrionale e meridionale, degli ambulacri e dei sotterranei. Molto si è discusso sulla realizzazione di un centro servizi. Nascerà dalla parte dell'Arco di Costantino. Verranno portate così all'esterno accoglienza, biglietteria, bookshop e i servizi igienici. E se Woody Allen chiederà di utilizzare il Colosseo come set per un suo film a chi dovrà chiedere il permesso? «Alla Soprintendenza che ne valuterà la convenienza e l'ammissibilità», ha risposto Roberto Cecchi, commissario per le Aree archeologiche di Roma e Ostia Antica. E Galan: «Gesti come questi richiedono una fiscalità di vantaggio». E tanto per non far torto alle sue origini il ministro leghista ha concluso con un pensiero al Canal Grande di Venezia, «se qualche imprenditore si fa avanti è il benvenuto, va bene anche se è romano».