Lecce non può perdere la Soprintendenza. Ne è convinta la Provincia di Lecce che questa mattina, alle 13, nella Sala commissioni di Palazzo dei Celestini, discuterà l'ordine del giorno presentato dal presidente Gabellone. Sarà la Commissione permanente Cultura a valutare la proposta per scongiurare l'accorpamento delle funzioni di Lecce a quelle del capoluogo regionale. Parteciperanno alla seduta il presidente della Commissione. Antonio Renna, della Provincia, Antonio Gabellone, e il vicepresidente con delega alla Cultura, Simona Manca. Proprio quest'ultima esprime forti timori. «Non solo deve rimanere a Lecce - spiega Manca - ma deve tornare operativa al cento per cento. Dal 2004 alla sede leccese è stato impedito di operare al meglio a causa dell'esiguo numero di personale e della spola continua con il capoluogo poiché documentazioni, sezioni, parti di archivi in genere si trovano a Bari. E' giunto il momento di dare dignità alla sede leccese. E' un cordone ombelicale con il territorio che non va reciso». L'importanza di un presidio in una città d'arte come Lecce è sottolineata anche dal senatore Rosario Giorgio Costa. La vicenda arriva sul tavolo del Ministero. In passato Costa ricorda di aver richiesto l'istituzione di una sede autonoma. «La Soprintendenza di Lecce fu istituita nel 2004 - scrive Costa in un'interrogazione indirizzata al presidente del Consiglio e al ministro per i Beni e le attività culturali - già nel 2008 chiesi spiegazioni sui progetti di riorganizzazione delle sedi periferiche. E' notizia di questi giorni dell'ennesimo progetto che vedrebbe ancora una volta coinvolta Lecce». Così il senatore chiede di intervenire con urgenza «al fine di evitare che uno scellerato piano sottragga a un intero territorio istituzioni e servizi strategici. Confronto sul piano nazionale anche per il gruppo Pd al Comune di Lecce. «Non si può restare passivi e in silenzio - spiega Antonio Rotondo - la nuova riorganizzazione predisposta dal Ministero rappresenta un depauperamento inaccettabile del territorio. Auspichiamo che il nostro Comune sia protagonista della mobilitazione in atto, affinché un'importante conquista ottenuta con una forte battaglia unitaria negli anni '90 non venga vanificata da un Governo che si caratterizza ormai come lontano e ostile agli interessi del Mezzogiorno e che mentre taglia le Soprintendenze al Sud pensa di spostare i Ministeri al Nord. L'Udc, invece. avvia un'iniziativa di raccolta firme in piazza Sant'Oronzo. Il presidente dcl Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, ha presentato un ordine del giorno bipartisan firmato anche da Palese, Blasi e altri consiglieri. Sabato il partito sarà impegnato in piazza Sant'Oronzo in un'iniziativa di raccolta firme contro la soppressione dell'istituzione. «La battaglia deve vedere unite tutte le forze politiche del Salento - afferma Salvatore Negro - ma va sgombrato il campo da ogni ipocrisia partendo dal dato oggettivo che si tratta della scelta di un Governo sempre più "ostaggio" della Lega». Interviene, infine, il segretario del Pd pugliese, Sergio Blasi. «Quella ministeriale è una struttura già alle prese con spaventosi tagli. "Con la cultura non si mangia" è un refrain che qui da noi assume i connotati della, più clamorosa delle stonature. Sarebbe il caso che il centrodestra, invece di invocare miracolosi interventi da parte delle istituzioni locali, alzasse il telefono e componesse il numero del ministro Fitto, che normalmente saccheggia di voti questa terra, salvo poi dimenticarsene quando è intento a spianare la strada ai Ministeri verso il Nord leghista. Sottrarci la Soprintendenza vuol dire colpire a morte un pezzo fondamentale della nostra economia».