La famiglia Berti aveva donato l'edificio all'ente locale nel 2005 con l'impegno di un restauro conservativo mai effettuato Gli ex proprietari: «Ora abbiamo la garanzia che non cadrò a pezzi prima della fine della causa» «Per noi è una vittoria, per il comune di Grisignano uno schiaffo morale non da poco, sperando impari qualcosa da questa lezione». Così Paolo Berti commenta la decisione del giudice Eloisa Pesenti di sequestrare la chiesetta di villa Ferramosca, a Barbano, affidandola alla Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. Questo in attesa di stabilire a chi dovrà andare la proprietà della cappella gentilizia. Cappella che nel 2005 la famiglia Berti aveva donato al Comune, il quale avrebbe dovuto eseguire in primis interventi di restauro conservativo, pena la retrocessione dell'immobile. Dopo quattro anni "di nulla" la decisione, da parte della famiglia Berti (difesa dagli avvocati Molesini e Dalla Negra), di citare in giudizio il comune di Grisignano (avvocato Ferretto). «Da parte nostra non c'è alcuna rivalsa - spiega Berti - ma almeno ora abbiamo la certezza che qualcuno si prenderà cura della cappella». Dal canto suo il sindaco di Grisignano, Renzo Lotto, definisce "saggia" la scelta del giudice, ma rivendica il fatto di «aver ereditato dalla precedente amministrazione quell' atto di transazione, in cui tra l'altro mancavano i tempi». È vero, non erano stati fissati i tempi di esecuzione - precisa Berti - ma è chiaro che dovevano essere compatibili con la sopravvivenza dell'immobile, che invece è stato completamente abbandonato a se stesso. Il Comune, che ora si arrampica sugli specchi, in questi anni non mi ha fatto mai una telefonata, oltre a non muovere un dito nemmeno per semplici azioni di tutela. Ora almeno abbiamo la garanzia che la cappella non cadrà prima della fine della causa». «Berti poteva venirmi a trovare - ribatte il primo cittadino -, invece a poche settimane dal mio insediamento mi sono trovato ad essere citato in giudizio per vicende precedenti». Nessun dramma, però. «Vedremo di ridiscutere la convenzione con il giudice, fissando magari dei tempi - prosegue il sindaco Lotto -. La cappella necessita di una massiccia ristrutturazione che comporta dei costi. Da parte nostra faremo il possibile ma non ci strapperemo certo le vesti per trattenerlo». Avanti con la causa, dunque, anche se dalla famiglia Berti arrivano segnali di apertura. «Noi non vogliamo speculare - spiega - ma solamente salvaguardare un bene che appartiene alla comunità. E se il Comune ci contatta per affrontare il tema dei lavori siamo disposti a rinunciare alla causa». Secca la replica del sindaco Lotto: «Berti venga da me e melo dica apertamente».
VICENZA - Comune latitante Chiesetta, del '500 ai Beni culturali
La famiglia Berti ha donato l'edificio della chiesetta di villa Ferramosca a Grisignano nel 2005, con l'impegno di un restauro conservativo. Tuttavia, non è stato effettuato e ora il giudice ha sequestrato la chiesetta affidandola alla Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici. La famiglia Berti ha citato in giudizio il comune di Grisignano, che ha risposto che non c'è alcuna rivalsa. Il sindaco di Grisignano, Renzo Lotto, definisce la scelta del giudice "saggia" ma rivendica di aver ereditato l'atto di transazione senza fissare i tempi di esecuzione.
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