Alcune pietre sono piombate sul sagrato che era fortunatamente deserto Tragedia sfiorata a Berceto per il distacco di un brandello di cornicione, piombato a terra all'improvviso nel sagrato del secolare duomo. È accaduto ieri mattina verso le 11, quando fortunatamente la strada Romea e il piazzale erano semideserti. Il tonfo sordo della pietra ha scosso i clienti di un bar situato a una decina di metri di distanza dal punto del crollo. «Stavamo osservando la manovra di due mezzi pesanti, a pochi passi dalla zona di impatto del cornicione crollato, quando a un tratto, dopo che i mezzi erano passati, abbiamo sentito un forte rumore e abbiamo visto la pietra sgretolarsi». È questa la testimonianza di due persone che ancora ieri pomeriggio si trovavano nei pressi del duomo per commentare il pericolo scampato. Subito dopo sono scattati i sopralluoghi degli amministratori, della polizia municipale, e del sindaco di Berceto Luigi Lucchi. Il tecnico comunale e gli operatori hanno raccolto il materiale lapideo e provveduto ad effettuare alcune verifiche di sicurezza per l'incolumità dei cittadini. Il sindaco Lucchi ha tempestivamente inviato la segnalazione al direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile, Demetrio Egidi, al dirigente della Protezione civile provinciale e al Ministro Beni Culturali, Galan. Nella lettera Lucchi evidenzia anche una erosione nel cantonale della facciata del duomo romanico e sollecita l'urgente intervento per scongiurare pericoli alle persone e ulteriori danni al secolare edificio. Le pietre sono state raccolte e temporaneamente depositate nella sede municipale, in attesa di procedere al più presto ai restauri. Il duomo, segnalano alcuni cittadini, è danneggiato in vari punti della tessitura muraria, come si nota dalla pietra arenaria sgretolata a lato del portale e su alcune pietre angolari che si affacciano sulla strada che attraversa il capoluogo. L'auspicio degli amministratori bercetesi è quello di un sollecito interessamento da parte degli enti per ripristinare al più presto la parte crollata, ma anche - sottolinea Lucchi - l'arco del castello crollato, il bacino dell'acqua crollato, l'antica chiesa di Corchia, le Maestà, Bussetolo e Case Gorro e le magnifiche case cantoniere della Statale della Cisa tra Fornovo e il Passo. «Ha provveduto San Moderanno, il nostro Patrono, con un miracolo-commenta il primo cittadino di Berceto - tenuto conto che una pietra di diversi chilogrammi che cade sul sagrato del Duomo, da un'altezza di circa 15 metri, avrebbe potuto uccidere. Immaginiamo, sentendo i sudori freddi, l'uscita dalla Messa domenicale, da un matrimonio, da un funerale, quando in quel punto sostano decine di persone. Non è possibile, però, laicamente, confidare sempre nei miracoli e allora c'è da chiedersi in che Paese viviamo se la più antica chiesa della Diocesi di Parma (712 d.C.) crolla a pezzi compreso il cantonale e soprattutto il meraviglioso portale in pietra intarsiata». «Come Sindaco è inaccettabile assistere impotente a questi disastri che si aggiungono a quelli dei nostri boschi, non meno gravi: 131 kmq danneggiati lo scorso inverno da quattro fenomeni di gelicidio. Inaccettabile-conclude il sindaco Lucchi- assistere al dissesto del territorio e alla perdita di bellezze architettoniche, come appunto il secolare duomo», simbolo di fede e punto di riferimento della Via Francigena.