Slitterebbero sia il termine per la presentazione delle domande (10 dicembre) che quello dell'abuso edilizio (31 marzo 2003) Esclusa "nella maniera più assoluta ogni ipotesi di riapertura" Pecoraro Scanio: "Sarebbe un regalo alla criminalità" ROMA - Il governo, si apprende da fonti della maggioranza, sta valutando se far slittare i termini del condono edilizio. Non solo il termine per la presentazione delle domande (che era stato fissato al 10 dicembre anche per il versamento della prima rata), ma anche quello entro il quale l'abuso era stato commesso, che era stato fissato al 31 marzo 2003. Ma il Tesoro smentisce. Fonti ufficiali del ministero dell'Economia "escludono nella maniera più assoluta ogni ipotesi di riapertura del condono edilizio". "Non c'è nessun rinvio nè sulla data di presentazione della domanda nè sulla data dell'abuso commesso", ha detto il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas. Lo slittamento, se approvato, contrasterebbe con quanto affermato dal ministro dell'Economia Domenico Siniscalco, che alla fine di settembre, durante a un incontro con le parti sociali sulla Finanziaria, aveva tassativamente escluso nuovi condoni: "Non ce ne saranno", aveva assicurato. Introdurre un nuovo condono, afferma il presidente dei Verdi Alfondo Pecoraro Scanio, sarebbe una decisione "gravissima", "un vero e proprio regalo alla micro e macro criminalità". "Berlusconi - denuncia Pecoraro - vuole rendere di fatto permanente il condono edilizio per finanziare il buco delle casse dello Stato con la distruzione dell'ambiente". "In questo modo lo stato incasserà ancora meno soldi", osserva Legambiente. Il gettito del condono stimato dal governo, e confermato anche nella relazione tecnica sull'emendamento del governo sul taglio delle tasse, è di 950 milioni di euro per la sola prima rata e di 1,1 miliardi sia per la seconda sia per la terza rata, fatte slittare già al 2005 per coprire il taglio delle tasse. Complessivamente il gettito previsto dalle tre rate è di 3,2 miliardi di euro. (2 dicembre 2004)
Finanziaria, ipotesi condono - Ma il Tesoro smentisce
Il governo italiano sta valutando se slittare i termini del condono edilizio. Il termine per la presentazione delle domande e quello entro il quale l'abuso era stato commesso sarebbero stati fissati al 10 dicembre e al 31 marzo 2003, rispettivamente. Tuttavia, fonti ufficiali del ministero dell'Economia escludono ogni ipotesi di riapertura del condono. Il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco aveva già escluso nuovi condoni nella Finanziaria. Il presidente dei Verdi Alfondo Pecoraro Scanio considera l'introduzione di un nuovo condono come una decisione "gravissima" e "un vero e proprio regalo alla criminalità". Il gettito previsto dal condono è di 3,2 miliardi di euro.
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