Risorge tra le alture dei Colli Euganei la Villa dei Vescovi, già sede nel 1500 di un raffinato cenacolo umanista, rifugio di importanti artisti e letterati. Il Fondo Ambiente suggerisce ai visitatori di fare detta struttura un luogo di pace, dove "perdere tempo" nella meditazione. È stata inaugurata ieri a Luvigliano di Torreglla, in provincia di Padova, la Villa dei Vescovi, alla presenza del ministro Giancarlo Galan. L'edificio, "nascosto" tra le alture dei Colli Euganei, è di eccezionale importanza storica e artistica. Commissionata dal Vescovo di Padova, Francesco Pisani, come casa di villeggiatura e costruita tra il 1535 e il 1542, la Villa è stata sin dall'inizio pensata dal suo curatore Alvise Cornaro, nobile veneziano, erudito e amministratore della Curia di Padova, come un luogo per coltivare le necessità dell'intelletto, un rifugio di pace e di tranquillità armoniosamente immerso nell'ambiente circostante. Fu sede di uno dei più raffinati cenacoli umanisti del Rinascimento, attirò intellettuali e artisti e ospitò figure centrali di quel periodo, tra cui Pietro Bembo e Ruzante, del quale vennero messe in scena alcune opere proprio nella Villa. Tra gli artisti che contribuirono alla sua realizzazione, Giovanni Maria Falconetto, Giulio Romano, Andrea da Valle, Vincenzo Scamozzi e il pittore fiammingo Lambert Sustris, a cui si devono i meravigliosi affreschi del piano nobile. Ieri, dopo un complesso restauro durato più di quattro anni e costato oltre 6,5 milioni di euro, il Fai ha aperto Villa dei Vescovi al pubblico. La proposta che il Fondo Ambiente Italiano suggerisce ai visitatori è quella di fare di questa Villa il proprio "pensatoio", dove ammirare la bellezza dell'architettura, godere del paesaggio circostante, ma anche dove poter (perdere tempo», meditare, leggere, partecipare a eventi culturali. Al momento della donazione, la Villa sembrava pronta ad accogliere i visitatori. In realtà aveva bisogno di nuove attenzioni - importanti problemi di statica, impianti tecnologici superati e in parte non più funzionanti, gravi danni agli intonaci esterni e interni. Per questi lavori di restauro sono state fatte scrupolose indagini, si è ricorsi a rilievi topografici e plano altimetrici, ad analisi storico-documentarie e di identificazione dei materiali. E la Villa ha restituito segreti nascosti, come una necropoli altomedievale con decine di sepolcri: un lavoro che ha permesso di riscrivere la storia di Villa dei Vescovi. Villa dei Vescovi è, dopo l'apertura del Negozio Olivetti in piazza San Marco a Venezia, il secondo dei tre "doni all'Italia" del Fai in occasione dei 150 anni dell'Unità. In novembre verrà infatti inaugurato il Bosco di San Francesco ad Assisi, con l'opera di land art il "Terzo Paradiso" di Michelangelo Pistoletto. All'inaugurazione sono intervenuti Antonio Finotti, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Ettore Pietrabissa, direttore generale Arcus S.p.A. e Guido Beltramini, direzione Centro Studi di Architettura Andrea Palladio. E inoltre, Mario Bertoli, sindaco di Torreglia, Pierpaolo Olcese, Marino Zorzato, vice presidente della Regione del Veneto, Leandro Comacchio, assessore alla Cultura e all'Identità Veneta della Provincia di Padova, Mario Carraro, presidente Fondazione Antonveneta, Bertrand du Vignaud, presidente World Monuments Fund Europe, Mario Nanni, presidente Via-bizzuno, Giancarla Berti, vice presidente Friends of Fai, Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo Fai e Sabina Ferrari, soprintendenza Beni architettonici e paesaggistici del Veneto Orientale.