Il Fai ha inaugurato ieri a Luvignano di Torreglia (Padova) il suo ultimo, sontuoso «bene»: Villa dei Vescovi, dimora cinquecentesca che fu cenacolo di artisti e letterati come Giovanni da Udine, Alvise Cornaro, Pietro Bembo e Ruzante. L'edificio, acquistato da Vittorio Olcese nel 1966, è stato donato all'associazione ambientalista dai suoi eredi e, dopo quattro anni di lavori e un investimento di 6 milioni, torna a mostrarsi in tutta la sua magnificenza di casa «cerebrale», perfettamente inserita in una scenografia dove la natura spontanea dei Colli Euganei e quella «domestica» delle vigne dialogano con i paesaggi che affrescano le sale in una sorta di «mise en abîme». Nei sottotetti, indipendenti dalle parti auliche, sono stati ricavati due piccoli appartamenti che verranno affittati per 600 euro a weekend: «Dobbiamo sopravvivere» osserva Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del Fai, al quale fa eco la presidente onoraria Giulia Maria Mozzoni Crespi che polemizza con il ministro Galan: «Con le nostre iniziative diamo una mano allo Stato. E lo Stato, in cambio, ci fa pagare l'Iva sulle spese di restauro».
PADOVA - Villa dei Vescovi nuovo gioiello per il Fai
Il Fai ha inaugurato ieri a Luvignano di Torreglia (Padova) il suo ultimo, sontuoso bene: Villa dei Vescovi, dimora cinquecentesca che fu cenacolo di artisti e letterati come Giovanni da Udine, Alvise Cornaro, Pietro Bembo e Ruzante. L'edificio, acquistato da Vittorio Olcese nel 1966, è stato donato all'associazione ambientalista dai suoi eredi e, dopo quattro anni di lavori e un investimento di 6 milioni, torna a mostrarsi in tutta la sua magnificenza di casa cerebrale, perfettamente inserita in una scenografia dove la natura spontanea dei Colli Euganei e quella domestica delle vigne dialogano con i paesaggi che affrescano le sale in una sorta di mise en abîme. Nei sottotetti, indipendenti dalle parti auliche, sono stati ricavati due piccoli appartamenti che verranno affittati per 600 euro a weekend: Dobbiamo sopravvivere osserva Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del Fai, al quale fa eco la presidente onoraria Giulia Maria Mozzoni Crespi che polemizza con il ministro Galan: Con le nostre iniziative diamo una mano allo Stato. E lo Stato, in cambio, ci fa pagare l'Iva sulle spese di restauro.
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