Villa dei Vescovi, donata dagli Olcese al Fai che l'ha restaurata. Galan ministro col dente avvelenato «Contro i tagli alla cultura in Veneto e con la Lega: ci fa perdere voti» Non correva buon sangue tra Giulia Maria Mozzoni Crespi e Giancarlo Galan: da presidente (oggi onoraria) del Fondo per l'ambiente italiano la battagliera milanese aveva condannato le posizioni del ministro (allora dell'Agricoltura) sugli Ogm. Poi altre ruggini sotterranee sul sostegno regionale al restauro di villa dei Vescovi, donata dalla famiglia Olcese al Fai. Ma ieri il colpo di spugna: Galan ora ministro della Cultura si è beccato applausi e complimenti dalla Crespi (che lo chiama affettuosamente "poveretto") per le sue dichiarazioni a favore di elargizioni liberali ed esenzioni fiscali per l'arte e l'ambiente. In un foglietto infilatogli in tasca di soppiatto, il Fai ha voluto far sapere al ministro veneto quanto ha speso in Iva per sistemare una villa che da oggi è aperta al pubblico, insieme a due appartamenti in affitto ricavati all'ultimo piano. Secondo di tre segni che il Fai traccia nel 150 dell'Unità d'Italia (riaperto in aprile il negozio Olivetti a Venezia, in novembre toccherà al Bosco di San Francesco ad Assisi), quello di villa dei Vescovi è un altro miracolo: quattro anni di lavori, 6,5 milioni di euro raccolti. Una dimora di campagna, cerniera tra palazzi fortezza e ville palladiane - ne ha parlato Guido Beltramini del Cisa di Vicenza- ha messo assieme imprenditori, fondazioni bancarie, istituzioni straniere (hanno concorso il World monuments fund Europe, i Friends of Fai Usa) nel recupero dell'ideale di bellezza voluto dal vescovo Francesco Pisani e realizzata da Alvise Cornaro a metà del Cinquecento. Il Fai, ha sottolineato la presidente Ilaria Boletti Buitoni, «ci ha messo competenza e passione», partendo da problemi seri come la statica dell'edificio, gli intonaci cadenti, il rifacimento degli impianti (sono venute alla luce 30 tombe sotto i pavimenti), la cura degli affreschi, il riarredo delle sale. Capolavoro compiuto. Il ministro Galan si compiace e chiede venia per il Veneto che nella foga produttiva ha talvolta distrutto il paesaggio («ma avevamo l'attenuante della povertà») e non perde occasione di sottolineare l'assenza dei leghisti («se avessimo inaugurato un casello autostradale sarebbero tutti qui») e i tagli che l'attuale governo regionale ha imposto alla cultura. Ce n'è anche sul fronte politico: «Una idea insensata, quella dei ministeri al Nord, ci ha fatto perdere un sacco di voti. Governano due regioni, quattro province in Veneto, una marea di comuni e vogliono anche imporre diktat...».
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Il ministro della Cultura Giancarlo Galan ha ricevuto applausi e complimenti dalla presidente del Fondo per l'ambiente italiano Giulia Maria Mozzoni Crespi per le sue dichiarazioni a favore di elargizioni liberali ed esenzioni fiscali per l'arte e l'ambiente. Il Fai ha voluto far sapere al ministro quanto ha speso in Iva per sistemare la villa dei Vescovi, che da oggi è aperta al pubblico. La villa, donata dalla famiglia Olcese al Fai, è stata restaurata con 6,5 milioni di euro raccolti in 4 anni di lavori. Il Fai ha sottolineato la competenza e la passione del team di restauro.
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