«Ci fosse stato da inaugurare un ponte o un casello autostradale, sarebbero stati tutti qui: ed invece, dove sono i presidenti della Regione, della Provincia? Anche nel Veneto la cultura viene ancora vista come un costo, un lusso che non ci possiamo permettere soprattutto in tempo di crisi. Chi toglie risorse per questo settore, in un bilancio già assai modesto, non ha capito che nella cultura sta l'unica speranza per un futuro migliore». II ministro per i Beni e le Attività culturali Giancarlo Galan, ospite d'onore ieri all'inaugurazione della restaurata Villa dei Vescovi, non ha perso l'occasione per bacchettare chi ha preso il suo posto alla guida del Veneto. Le sue accuse di scarsa sensibilità verso la tutela del nostro immenso patrimonio storico e artistico non hanno risparmiato anche chi ci governa da Roma: «II Fai porta avanti le sue iniziative grazie alla generosità di mecenati che invece di essere premiati vengono ostacolati e costretti a pagare le tasse su ciò che donano! E possibile che nella dichiarazione dei redditi non ci sia una casella riservata i beni culturali?». Ma tornando ai Colli Euganei, dove Galan è di casa (Cinto), la bella notizia di una villa rinata grazie al Fai non cancella anni e anni di devastazione, di scempi voluti dai sindaci di molti dei 15 Comuni che fanno parte del Parco: «Ma un'attenuante c'è, per noi veneti. Sessanta, settant'anni fa eravamo poveri, qui si moriva di pellagra. Non è certo una scusa per non rimediare oggi agli errori del passato, ma non dobbiamo dimenticarcene». II ministro ha invece avuto parole di elogio e di incoraggiamento per i soprintendenti, come Sabina Ferrari che ha seguito soddisfatta il restauro a Luvigliano, anche se l'età media è "da vecchi", 55 anni: «I loro "no" difendono il paesaggio, anche se andrebbero sempre affiancati da proposte alternative. Sono malpagati e bravissimi, eppure in Italia ne mancano all'appello 38!».