EVENTI. Si è chiusa l'edizione 2011 del premio Benedetto Croce. Fra i temi dibattuti, il federalismo e l'ambiente fra bene pubblico e privato. Con una lectio magistralis dell'economista Dominick Salvatore sugli scenari mondiali presenti e futuri. Peccato che il professor Salvatore Settis abbia mancato, causa febbre alta, questo weekend pescasserolese e la cerimonia di premiazione che lo aveva protagonista per la sezione saggistica. Avrebbe certamente trovato interessante l'incontro con un suo omonimo, l'economista Dominick Salvatore, la cui personalità ha tenuto per sé occhi e orecchie dell'uditorio. Salvatore, che ha titoli e consulenze in numero da occupare una colonna di giornale, era lì per un riconoscimento speciale, datogli dalla giuria per l'indubbio contributo nella scienza e, anche, per le sue origini abruzzesi. Non commettiamo un azzardo nel dire che la sua storia si intreccia con quella italiana dello scorso secolo: nascita a Napoli durante la guerra, padre abruzzese e madre piemontese, cognome siciliano. Praticamente il federalismo (tema fra quelli discussi nel summit), fatto persona. Più un consiglio che gli fu dato ancora 14enne dal genitore, e che vale ancora a distanza di tanti decenni per i nostri ragazzi: vai in America, perché quello sì che è un Paese per giovani. Ed egli andò, laureandosi in ingegneria ma privilegiando l'economia come disciplina di mestiere, di cui è oggi indubbiamente un luminare. La sua lectio magistralis, dedicata agli scenari attuali e futuri dell'economia mondiale, è stata di conferma alla fama, ma che carisma. La materia che Adam Smith definì quale "scienza grigia" è sembrata un carnevale nonostante la severità dei dati. Risoluto e fiero delle sue ricerche, ha destinato una parola per ognuno dei suoi avversari: degli editorialisti del New York Times, nonché colleghi, Nouriel Roubini e Paul Krugman, ha sottolineato gli annunci di imminente crisi, ribaditi tante volte e confermati solo perché prima o poi una recessione finisce sempre col presentarsi. Di Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, ha detto circa le ingenuità degne più di un impiastro che di un mago della finanza. Ed ecco pure il benservito a Romano Prodi, uno che in vita sua ha scritto appena un libello sull'industria delle maioliche in Emilia e così, per Salvatore, «se lui è il Professore, io sono un profeta». Quindi le spiegazioni sull'attualità con un linguaggio quasi divulgativo: l'inevitabile crollo della Grecia, che ha mantenuto pensioni precoci e alte, e l'interesse di Germania e Francia affinché Atene regga. Poi, i finti miracoli di Irlanda e Spagna, svaniti in un biennio di speculazioni. La Cina, di cui tutti parlano come potenza prevedibilmente dominante ma che farà i conti con la sua società. Dicevamo in apertura di Settis, bloccato da un malanno. A lui la giuria ha consegnato il premio "in contumacia" per il suo Paesaggio, costituzione, cemento, spunto per una discussione su ambiente, beni pubblici e privati. Seguita dalla relazione di Gerard Boulanger, avvocato francese che ha introdotto il riconoscimento alla memoria di Tullia Zevi, narrando il caso che lo vide principale accusatore di Maurice Papon, funzionario della repubblica di Vichy condannato per crimini contro l'umanità. Un intervento che Chiara, figlia della scrittrice, ha applaudito e pubblicamente ringraziato durante la consegna del premio, salvo accusare, poco più tardi, un mancamento che i maligni hanno pensato occorso perché la vincitrice in narrativa, Valeria Parrella, nel frattempo rendeva omaggio a Borges, vago ispiratore del suo romanzo. Inconsapevole, forse, che l'argentino non fece mai mistero della sua antipatia nei confronti della cultura ebraica.
Finanza e territorio. Pescasseroli fa scuola
L'edizione 2011 del premio Benedetto Croce si è chiusa con una lectio magistralis dell'economista Dominick Salvatore sugli scenari mondiali presenti e futuri. Il professor Salvatore Settis, che avrebbe dovuto partecipare, è stato costretto a mancare a causa di una febbre alta. Salvatore ha ricevuto un riconoscimento speciale dalla giuria per il suo contributo alla scienza e le sue origini abruzzesi. Ha parlato degli scenari attuali e futuri dell'economia mondiale, criticando alcuni economisti come Nouriel Roubini e Paul Krugman per le loro previsioni di crisi. Ha anche criticato Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, per le sue ingenuità.
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