Dalla sua posizione dominante di soprintendente ai Beni architettonici, artistici e storici per le province di Sassari e Nuoro, ordinava il restauro di opere sacre, sollevando i dubbi dei parroci che le detenevano. Spediva tutto in continente presso restauratori di fiducia, e poi firmava verbali di avvenuto restauro e di rientro delle opere in Sardegna. Liberando pagamenti da miliardi di lire che uscivano dalle casse della Soprintendenza. Questo per quasi dieci anni, dal 1987 al 1996, saccheggiando 18 chiese, tre della provincia di Nuoro, e 15 in quella di Sassari. Solo che quei pezzi pregiati (altari lignei, dipinti, sculture in legno per gran parte realizzate tra il Seicento e il Settecento), nell'Isola e nelle chiese da dove erano stati prelevati per un restauro urgente, non avevano mai fatto ritorno. Alcuni non erano nemmeno stati restaurati. Denunciata dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Sassari, l'ex soprintendente Marilena Dander dovrà ora rispondere davanti ai giudici di abuso d'ufficio (reato prescritto) e falso ideologico e materiale in atti pubblici. Insieme con lei sono stati denunciate altre otto persone. Nessuna di queste è sarda: due sono ex funzionari della Soprintendenza sassarese (da tempo trasferiti nella -Penisola), gli altri sono restauratori di Roma, Pollen-za (provincia di Macerata) e Pizzoli (provincia dell'Aquila). Per loro i reati contestati sono appropriazione indebita e furto (sei candelieri lignei sono scomparsi senza ordine di restauro). Le indagini del Nucleo tutela del patrimonio dei carabinieri, guidati dal tenente Gian Filippo Manconi, sono partite circa un anno fa, su incarico del sostituto procuratore Francesco Gigliotti. Con un'operazione denominata «Ecclesia», i militari hanno recuperato oltre 130 oggetti di valore: 58 reperti archeologici, 74 altari lignei policromi, sculture di legno, dipinti, pale d'altare, candelieri e mobili da sa-crestia. Significativo il caso della chiesa di San Gabriele a Sagama: lo zelante intervento della Dander aveva letteralmente svuotato la basilica, spedendo in continente per la restaurazione tutto l'arredo sacro. A mettere in moto la macchina della giustizia è stata una denuncia partita da Fonni, dal Convento di Santa Maria dei martiri. Da lì era sparito, verso la fine degli anni Ottanta il pezzo forse più pregiato fra tutti quelli recuperati dai militari: una scultura in legno del Cristo risorto, scolpita da Giuseppe Antonio Lonis, uno dei più importanti artisti sardi del Settecento. Il Cristo risorto si era volatilizzato insieme con un prezioso tabernacolo. Le indagini sono ancora in corso, ma ieri mattina il tenente Gian Filippo Manconi in una conferenza stampa ha illustrato i risultati raggiunti: dalla denuncia delle nove persone coinvolte, al recupero degli oggetti e le opera sacre, riportate tutte nelle loro sedi originarie. Tutti tranne una decina di elementi che sono scomparsi del tutto. Gli oggetti recuperati erano custoditi nelle botteghe dei restauratori: il loro ritrovamento, . così come il chiarimento su tutti i contorni della vicenda, è stato possibile grazie alla stretta collaborazione fra i carabinieri e gli attuali funzionari della Soprintendenza. Per loro è stato un piacere, oltre che un dovere, fare luce su una vicenda di alcuni anni fa, che rischiava di gettare fango su tutti gli uffici dei Beni architettonici e storici. Non è un caso che ieri la conferenza si sia svolta nei locali della Soprintendenza, nell'ex Collegio Canopoleno in piazza Santa Caterina a Sassari. E non a caso al fianco del tenente Manconi, a illustrare i contenuti dell'operazione, «Ecclesia», c'era la funzionaria della Soprintendenza Laura Donati.
Chiese saccheggiate, indagati eccellenti
Riassunto in massimo 200 parole:
L'ex soprintendente ai Beni architettonici, artistici e storici per le province di Sassari e Nuoro, Marilena Dander, è stata denunciata per abuso d'ufficio, falso ideologico e materiale in atti pubblici, insieme ad altre otto persone. La denuncia è stata fatta dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Sassari, che hanno recuperato oltre 130 oggetti di valore, tra cui 58 reperti archeologici e 74 altari lignei policromi. La Dander aveva ordinato il restauro di opere sacre, ma molti oggetti non sono stati restituiti e alcuni sono scomparsi del tutto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo