Detto, fatto. Non si è perso tempo in Provincia: come preannunciato nei giorni scorsi, è stato protocollato ieri l'ordine del giorno a favore del mantenimento a Lecce degli uffici della Soprintendenza per i beni architettonici e Paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto redatto dal presidente della Provincia Antonio Gabellone. Il documento sarà portato in aula nella prossima seduta utile e non è difficile ipotizzare che sarà accolto all'unanimità dal Consiglio. Che cosa chiede Gabellone? Due cose: la prima al ministero per i Beni e le Attività culturali, «affinché la Soprintendenza continui a svolgere, nell'ambito delle competenze di cui al decreto presidenziale 26 novembre 2007, n. 233, attività di tutela, salvaguardia, conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico, presente sul territorio». La seconda, il coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate, in particolare dei presidenti delle Province di Brindisi e Taranto e dei sindaci dei Comuni della provincia di Lecce, sollecitando analoghe iniziativa da parte degli organi deliberanti. No secco, senza se e senza ma quello di Gabellone. «Il provvedimento di accorpamento degli uffici a Bari sarebbe in contrasto con la necessità di migliorare la tutela e la fruizione del patrimonio architettonico e paesaggistico della provincia di Lecce, che rappresenta il primo volano del turismo nel Salento». Non solo: «II trasferimento sarebbe dannoso sia per i privati sia per le pubbliche amministrazioni a causa della distanza che separa i comuni dal capoluogo di Regione». Senza contare, poi, che l'accorpamento provocherebbe di conseguenza la chiusura della sede staccata di Taranto e quella presso il Castello di Copertino. Compatto, nel dare man forte al presidente della Provincia, il centrodestra salentino: «Ci auguriamo che l'ipotesi di riorganizzazione del ministero possa essere rivista. Lecce non può perdere la Soprintendenza», dichiarano in una nota i consiglieri regionali Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti e Mario Vadrucci. «Pur comprendendo e condividendo la necessità di contenere al massimo la spesa pubblica, riteniamo che il mantenimento della sede della Soprintendenza costituisca un investimento per il territorio. Ci auguriamo, pertanto, che il ministero possa ripensarci». In campo anche la senatrice Adriana Poli Bortone e il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. «Ci saremmo aspettato un intervento Urgente presso il ministro Galan per risolvere immediatamente la questione, ed invece nulla di tutto ciò. Evidentemente all'attuale area di governo continua ad andare bene che i territori meridionali siano espropriati di tutto persino del diritto alla cultura. Ancora più assurdo tutto ciò se si pensa che ogni sforzo è proteso a venire incontro ai desideri della Lega, come lo spostamento dei ministeri a Nord e si nega al Sud persino quello che il Sud ha già». Dal canto suo, Mantovano, a chi gli chiedeva di commentare la possibile soppressione della sede di Lecce della Sopritendenza, ha affermato: «Non si pub immaginare che chi ha un ruolo con una competenza specifica poi si interessi di tutto: confido molto sul lavoro dei consiglieri regionali»
Soprintendenza a Lecce. Pronto l'ordine del giorno
Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, ha chiesto al ministero per i Beni e le Attività culturali di mantenere la sede della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto a Lecce. Gabellone ha sollecitato il coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate, compresi i presidenti delle Province di Brindisi e Taranto e i sindaci dei Comuni della provincia di Lecce. Il provvedimento di accorpamento degli uffici a Bari sarebbe in contrasto con la necessità di migliorare la tutela e la fruizione del patrimonio architettonico e paesaggistico della provincia di Lecce.
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