I cittadini si oppongono con forza: "Non risolve neanche tutti i problemi di traffico e oltretutto ha un costo esorbitante" Il raccordo intende collegare il Gra alla Laurentina ma il costo ambientale di quei tre chilometri sarebbe altissimo No alla tangenziale da quattro corsie nellAgro romano. Sì ad una moderna mobilità sostenibile. Decine di comitati di cittadini e di associazioni ambientaliste scendono in campo per salvare il corridoio ecologico del Fosso della Cecchignola sul quale incombe il progetto di realizzazione di un raccordo autostradale che dal Grande raccordo anulare arriva fino alla metro Laurentina, dividendo in due il parco naturale e passando vicino a case e scuole. Dopo mesi di protesta gli abitanti dei quartieri Cecchignola, Colle di Mezzo, Ottavo Colle e Fonte Meravigliosa, insieme a Italia Nostra e ad altre organizzazioni ecologiste, non senza laiuto di esperti ingegneri ed urbanisti, portano sul tavolo una loro concreta alternativa: oggi presenteranno il loro piano in una tavola rotonda. Il progetto dello "stradone" era già inserito nel Piano Regolatore degli anni 60, quando quellarea di città doveva ancora essere costruita. Questa megaopera consiste in una superstrada di 3,7 chilometri, di cui 2,3 sotto forma di un prolungamento di via Kobler, la zona più a rischio perché entra direttamente nella campagna romana, il cosiddetto Fosso della Cecchignola. A breve dovrebbero cominciare le conferenze di servizio per portare allapprovazione del sistema da 29 milioni di euro di investimento complessivo. Il costo per chilometro, piuttosto salato, sarà così di 8 milioni per chilometro. Secondo le analisi dei tecnici del Comune saranno previsti 300mila metri cubi di sbancamenti che "andranno a distruggere irreversibilmente il Fosso della Cecchignola", dicono i comitati. Sono infatti previste 4 corsie per oltre 18 metri di larghezza che dovranno attraversare uno degli ultimi lembi di Agro romano dove è pronosticato il passaggio di 30mila automobili al giorno. È proprio nel Fosso della Cecchignola che cè un sistema di aree ad elevato valore paesaggistico ed ambientale, già vincolate a più livelli che appartengono al corridoio che mette in connessione la riserva naturale del Laurentino-Acqua Acetosa con le propaggini del parco regionale dellAppia Antica. Le opere infrastrutturali comprenderanno un viadotto di 150 metri e un tunnel di 35 metri, che porteranno alla sbancamento di intere sezioni di natura. Una devastazione che, con la raccolta firme prima e poi con il piano che viene presentato domani, i cittadini di Roma sud stanno cercando di combattere con tutte le armi a disposizione. «Abbiamo organizzato una tavola rotonda su questo argomento perché è giunto il momento di rompere definitivamente un tabù e sostituire al preconcetto col quale siamo tacciati, di essere il partito del no, quello invece di diventare il partito del sì ragionato ed equilibrato - dicono i fondatori del movimento "Atuttaleur", Matilde Spadaro e Vincenzo Vecchio - Verranno presentati una serie di contributi di grande valore tecnico atti a dimostrare che la buona politica esiste ancora e vive delle esigenze dei cittadini». La proposta alternativa ha costi e tempi di realizzazione molto bassi. Le associazioni propongono lutilizzo della viabilità esistente con lapertura della cittadella militare della Cecchignola al transito della auto civili. E ancora la realizzazione di rotatorie su via Ardeatina, via di Vigna Murata, via di Tor Carbone,via Kobler, via dei Bersaglieri e la costruzione di un parcheggio di scambio tra via della Cecchignola e via di Tor Pagnotta nonché una linea circolare tranviaria che dalla stazione metro Laurentina passa su via Cecchignola e arriva fino a Vigna Murata. Insomma si utilizzano strade esistenti e percorsi che già si stanno realizzando per il filobus sulla via Laurentina. E se il piano alternativo non dovesse funzionare, le associazioni sono pronte a chiamare in causa lambientalista ed economista Jeremy Rifkin, che proprio sulla Capitale aveva messo in campo un piano eco-sostenibile.
ROMA - Cecchignola, la tangenziale contestata Gli abitanti propongono il contro-piano
I cittadini di Roma si oppongono al progetto di realizzazione di un raccordo autostradale che collega il Grande raccordo anulare alla metro Laurentina, che dividerebbe in due il parco naturale del Fosso della Cecchignola. I comitati di cittadini e associazioni ambientaliste hanno presentato una proposta alternativa, che consiste nell'utilizzo della viabilità esistente e nella realizzazione di rotatorie e parcheggi. Il progetto alternativo ha costi e tempi di realizzazione molto bassi. Se il piano alternativo non dovesse funzionare, le associazioni sono pronte a chiamare in causa l'ambientalista ed economista Jeremy Rifkin. La tavola rotonda per presentare il piano alternativo è prevista per oggi.
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