SASSARI. Ci sono 9 persone indagate (nessun sardo), tra le quali anche l'ex Soprintendente ai Beni architettonici delle province di Sassari e Nuoro, Marilena Dander, per la sparizione di 132 reperti e beni storico-artistici che mancavano dalla Sardegna da circa 17 anni. Il patrimonio, di inestimabile valore, è stato recuperato dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Sassari e già riportato nelle 18 chiese distribuite in 15 comuni a conclusione di una lunga e delicata indagine nella penisola cominciata circa un anno fa. Insieme all'ex Soprintendente indagati anche due funzionari che lavoravano per lei. L'operazione «Eclesia», così è stata denominata, ha fatto emergere una situazione incredibile sulla quale sono ancora in corso le valutazioni della procura della Repubblica di Sassari (il procuratore capo Giuseppe Porqueddu ha affidato l'inchiesta al sostituto Francesco Gigliotti). Diverse opere, infatti, erano state prelevate dai luoghi originari e inviate per il restauro in alcuni laboratori della penisola spesso senza la necessaria documentazione di accompagnamento, senza l'idoneo progetto di recupero e la relativa copertura finanziaria. In alcuni casi la Dander e altri due funzionari della Soprintendenza di Sassari e Nuoro avrebbero certificato la regolare esecuzione degli interventi di restauro e l'avvenuta ricollocazione dei beni nelle sedi originarie, cosa che in realtà non era mai avvenuta. Tutti i fatti accertati dagli uomini del nucleo Tutela del patrimonio culturale, dei carabinieri di Sassari risalgono al periodo compreso tra il 1987 e il 1996. Per l'ex Soprintendente (poi trasferita in Molise) le imputazioni sono quelle dell'abuso d'ufficio (nel frattempo prescritta), falso idoelogi-co e materiale in atto pubblico. Nel complesso i reati ipotizzati per tutti gli indagati sono quelli di appropriazione indebita, furto (in un solo caso quello dei sei candelieri scomparsi che secondo la denuncia depositata sarebbero stati sottratti) e truffa (perché durante l'opera di restauro alcune parti erano state sostituite con pezzi non originali). La prima denuncia, quella che ha fatto partire le indagini, era stata fatta dal padre guardiano del convento di Santa Maria dei Martiri a Fonni. Aveva visto trasferire nelle Marche dei pezzi di notevole importanza e, nonostante i tentativi di avere informazioni, non ne aveva più saputo niente. A un certo punto aveva chiesto l'intervento dei carabinieri per cercare di scoprire il mistero. I carabinieri del nucleo Tutela del patrimonio culturale, grazie anche al prezioso apporto dei dirigenti e funzionari della Soprintendenza di Sassari e Nuoro, hanno messo in piedi una complessa attività mfo-investigativa che ha portato a individuare i laboratori di restauro dove le opere erano state trasferite. Tre le tappe privilegiate: Roma, Pollenza (Mc) e Pizzoli (Aq). Nello sviluppo delle indagini, i carabinieri del nucleo di Sassari hanno potuto avvalersi anche della collaborazione dei colleghi di reparti di Roma e Bologna. Complessivamente sono stati recuperati 58 reperti archeologici (tutti detenuti abusivamente) e 74 beni storico-artistici (altari lignei policromi, sculture in legno, dipinti, pale d'altare, candelieri, mobili da sacrestia) tutti prelevati da 18 chiese ricadenti in 15 Comuni delle province di Sassari e Nuoro. Di tutti i beni non si sapeva più niente, addirittura si temeva che non fossero più integri e che, in qualche modo, qualcuno li avesse alienati. L'inchiesta non è conclusa.All'appello mancano ancora altre opere.
Indagata l'ex soprintendente
A Sassari, 9 persone, tra cui l'ex Soprintendente ai Beni architettonici delle province di Sassari e Nuoro, Marilena Dander, sono indagate per la sparizione di 132 reperti e beni storico-artistici dalla Sardegna da circa 17 anni. L'operazione Eclesia, denominata così, ha portato alla recuperazione dei beni grazie all'indagine dei carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Sassari. I reperti erano stati prelevati dai luoghi originari e inviati per il restauro in laboratori della penisola senza documentazione adeguata.
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