Un'area perfettamente conservatasi nel corso del tempo grazie all'assenza di costruzioni. E' stato inaugurato ieri, in via Lavanga, l'anfiteatro romano, databile nel I secolo dopo Cristo, dopo quasi quattro mesi di scavi e bonifica. Un momento importante per la città di Formia che aggiunge un altro prezioso tassello alla sua ricca collezione di bellezze storiche. A fare le dovute presentazioni l'onorevole Aldo Forte, fautore degli investimenti culturali attraverso cospicui finanziamenti regionali, gli assessori al Comune Vittorio Pecorino, Amato La Mura ed Aldo Zangrillo, oltre alla soprintendente Nicoletta Cassieri ed altri rappresentanti del mondo civile. Dai lavori (eseguiti dalla ditta di costruzioni Rm di Casimiro Mazzetti, con l'architetto Luciano Di Troia ed il capo cantiere Giovanni Tomao, la stessa che ha curato il cisternone romano) è emerso un «opus reticulatum» in pietra calcarea definito dalla stessa Cassieri «da manuale». Ma l'attività non è ancora terminata «in quanto - ha spiegato la Cassieri - si sta aspettando l'esame svolto da topografi inglesi per conoscere il reale ingombro del sito». Tutti concordi però sul fatto che anche questa nuova scoperta archeologica possa entrare a pieno titolo nel percorso culturale formiano che «nelle Notti 3i Cicerone trova il suo suggello», come ha spiegato Forte. «Credo pochissimi in Italia stanno portando avanti la scommessa che stiamo facendo qui a Formia: quella di investire, in un momento difficile dal punto di vista economico, sulla cultura. Una scommessa che punta alla valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico e archeologico. Potremmo lanciare l'idea di una raccolta fondi per sostenere il recupero delle nostre ricchezze storiche. Perché recuperarle significa guardare al futuro. Quelle naturali e storiche sono le maggiori risorse di cui disponiamo. Da qui l'intenzione di investire in questi settori. Come testimoniato dal caso dell'anfiteatro romano, i cui scavi sono il risultato di una sinergia vincente che ha messo insieme Regione, Provincia, Comune e Soprintendenza ai Beni archeologici.. In particolare, grazie ai finanziamenti regionali alla Provincia è stato possibile acquistare l'area, metterla in sicurezza e dare il via ai lavori», ha concluso l'onorevole Forte. I lavori non sono terminati, ma andranno avanti, dopo la definizione del perimetro dell'area. Nell'attesa che diventi fruibile al pubblico quanto prima, con le dovute cautele di una giusta conservazione.