Prenderanno il via a febbraio i programmi della Fondazione Fendi con mostre e performance Dopo tre anni di scavi e di restauri, costati 600 mila euro, il cantiere per riportare alla luce l'abside della basilica Ulpia, sotto l'attuale piazza del Foro Traiano e negli scantinati del Palazzo Roccagiovine, sta per chiudere. Restano alcuni tecnici dell'Istituto centrale del Restauro a pulire le grandi lastre di marmo del pavimento originale della basilica, scoperte quattro metri sotto il livello stradale durante l'ampliamento e la ristrutturazione dei locali della Fondazione ALda Fendi. Ed è stata proprio la Fondazione a finanziare i restauri e a ricavare, in quelle che erano le cantine del palazzo, un nuovo percorso museale che, a partire dal prossimo febbraio, permetterà ai visitatori di ammirare una parte dell'edificio progettato da Apollodoro. «Lo scavo ha chiarito alcuni problemi di conoscenza della planimetria del monumento - spiega il soprintendente archeologico Adriano La Regina. Ora manca solo una porzione nascosta sotto la piazza. Magari in futuro riusciremo a indagarla». Alla fine di febbraio avranno inizio anche le attività della Fondazione Fendi, con l'inaugurazione di una galleria in cui verrà presentato «Verità negate», un percorso artistico ispirato al mito di Laocoonte. Gli artisti che di volta in volta esporranno negli spazi a piazza del Foro di Traiano saranno ospitati nei tredici miniappartamenti che la Fondazione ha ricavato dalla ristrutturazione di un palazzo in via Madonna dei Monti. «Verità negate» è anche il tema dello spettacolo-performance «Kaisar», scritto e realizzato da Raffaele Curi, che sarà allestito per dieci giorni a partire dal 3 marzo, nella Curia del Senato ai Fori Imperiali, concesso, per la prima volta nella storia dell'edificio, dalla Soprintendenza archeologica. «L'ingresso sarà ad inviti -preannuncia Alda Fendi - per 150 spettatori ogni sera. Durerà 25 minuti e il pubblico assisterà in piedi».