MILANO A settembre i ministri Bossi, Calderoli e Tremonti hanno già effettuato un primo sopralluogo. Ieri, sul palco di Pontida, il titolare del dicastero della Semplificazione ha annunciato al sindaco di Monza, Marco Mariani: «Ti chiamerò presto». Tema di conversazione sarà il trasferimento nella Villa Reale di Monza, la Schonbrunn brianzola progettata dal Piermarini nel 1769, dei dicasteri dell'Economia, delle Riforme e della Semplificazione. Mariani si è portato avanti e ha regalato a Bossi la targa in ottone con l'intestazione della nuova sede. «E' finalmente l'inizio di un decentramento dei poteri che renderà l'attività di governo operativamente più funzionale». E i costi? «Non credo che per il governo sia questo il problema». Dunque via al progetto di fattibilità. Con un ostacolo. Il 14 aprile il «Consorzio Villa Reale e parco», composto da ministero dei Beni culturali, Regione Lombardia, Comune di Monza e Comune di Milano, hanno assegnato con bando di gara un appalto da 27 milioni di euro per la ristrutturazione della parte nobile del palazzo e ad aggiudicarselo è stata la Italiana costruzioni, che lavorerà con la NaGest global service e la monzese Malegori. In base alle condizioni, la società avrà in usufrutto la dimora settecentesca per i prossimi 22 anni, clausola che ha sollevato un polverone nella cittadina brianzola con un fronte di opposizione che ha dato vita al comitato «La Villa Reale è anche mia». Il timore dei contestatori è che Italiana costruzioni utilizzerà l'edificio, per i due decenni a venire, non come un bene culturale ma a proprio uso e consumo. «Macché, non potrà certo fare quello che vuole - ribatte Mariani - Tutti gli eventi dovranno essere approvati dai soci del Consorzio. E poi se dovrà avere un ritorno sui 29 milioni di euro che investirà complessivamente, non è proprio suo interesse trasformare l'edificio in una residenza privata». Stando al contratto, Italiana costruzioni metterà sul piatto 7 milioni di euro subito, più un milione all'anno per la manutenzione ordinaria: restaurerà il piano terra della villa adibendolo a servizi, il primo piano - cioè quello nobile - di cui ora si occupa la Soprintendenza, e il secondo e terzo piano oggi chiusi perché fatiscenti e a rischio crollo. Scusi sindaco, quindi lo Stato dovrà pagare per avere gli uffici? «No, i Beni culturali posseggono una quota del 30, quindi il ministero non farà altro che usare un suo bene. Tra l'altro le strutture non andranno a occupare i saloni stuccati del piano nobile, quelli destinati alle mostre e ai grandi eventi: la villa ha 740 stanze e ospita già la compagnia dei carabinieri che si occupa del trafugamento di beni artistici e l'Istituto superiore d'arte». Insomma l'intervento per la Villa Reale «non solo non è una privatizzazione ma è la valorizzazione pubblica di un bene pubblico», sottolinea la Regione Lombardia. Replicando così al consigliere Pd Giuseppe Civanti, per il quale altro non è che «un progetto di svendita sostenuto dallo stesso sindaco monzese e dal governatore Formigoni».