I periodi di maggior splendore dell'architettura coincidevano quasi sempre con periodi in cui si aveva particolare attenzione alle opere pubbliche. Una buona architettura pubblica ha fatto sempre da volano all'architettura privata. Purtroppo, ormai da anni, in Italia, si vive un periodo di crisi che coincide con uno scarso interesse della politica per la qualità dell'architettura, solamente orientata a tempi, costi e norme con risultati deludenti che tra l'altro non hanno portato neanche a risparmi economici o tempi brevi. Altri Paesi europei, vedi la Francia, hanno inserito la l'architettura tra i temi principali nei programmi politici, ricercando la qualità, utilizzando con buon successo lo strumento del concorso di progettazione. Queste problematiche nazionali le stiamo vivendo anche nella nostra città. Ancona ha enormi potenzialità paesaggistiche e monumentali, che spesso colpisce chi la vede per la prima volta, ma non abbiamo la forza di progettare e rivalutare gli spazi e gli edifici pubblici che ormai si trovano in condizioni precarie, a volte anche "imbarazzanti" che compromettono l'immagine della nostra città. Sarebbe interessante pensare di trasformare Ancona in un mega laboratorio di progettazione, dove gli spazi e gli edifici pubblici vengano riprogettati da chi ha le migliori idee, selezionate facendo ricorso al concorso di progettazione, strumento che, se ben usato, garantisce trasparenza e qualità. Si sta parlando di riqualificare piazza Cavour, piazza Pertini, il Mercato delle erbe, piazza D'Armi, il quartiere di via Marchetti, la Palombella eccetera e di costruire la Cittadella dello sport - spazi ed edifici pubblici di notevole interesse urbanistico ed architettonico - senza porci il problema che non si può ridurre tutto a semplici realizzazioni spesso risolte da soggetti che, senza nulla togliere, non hanno le dovute competenze, perdendo così occasioni irripetibili di garantire la qualità che Ancona e i suoi cittadini meritano. Avere città vivibili e con una qualità dell'architettura elevata è un diritto di ciascun cittadino che possiamo esaudire solo attraverso la scelta di progetti selezionati con concorsi. Non è più possibile nascondersi dietro la scusa della crisi economica e della mancanza di fondi perché tra un "cattivo" e un "buon" progetto non ci sono differenze economiche, ma mentre uno ci regala spazi piacevoli da vivere, gli altri uccidono piano piano le nostre città. presidente dell'ordine degli Architetti sergio roccheggiani