Alla Procura ha spiegato i rapporti con Chiari e Valentini Nelle dichiarazioni spontanee prima dell'arresto il professionista afferma di non aver chiesto favori LUCCA. I rapporti c'erano e ci sono. Sono «professionali» con Marco Chiari, l'assessore ai grandi progetti arrestato per corruzione la settimana scorsa. E sono professionali anche con l'architetto Giovanni Valentini, l'amministrare della società immobiliare Valore spa, agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione. In questo modo, l'ingegner Andrea Ferro, travolto dall'inchiesta della Procura su tangenti e cemento che ha scosso il Comune, spiega la sua posizione alla Procura, non appena viene a conoscenza di essere indagato per concorso in corruzione con la notifica dell'avviso di prosecuzione delle indagini. Nelle dichiarazioni spontanee rese il 24 maggio, una ventina di giorni prima di finire agli arresti domiciliari, il professionista spiega che proprio Chiari lo presenta all'architetto Valentini, al centro dell'indagine "Volpe nel deserto" per la quale sono indagati, sempre con l'accusa di concorso in corruzione, anche il sindaco Mauro Favilla, l'assessore alle finanze (ed ex vicesindaco) Giovanni Pierami e Francesco Cecati, funzionario della Sovrintendenza, con competenza sulle pratiche che riguardano il territorio della provincia di Lucca. I RAPPORTI CON CHIARI Ferro premette che «all'inizio della professione ho lavorato presso lo studio del geometra Chiari, tra l'inizio del 1999 e il 20034. Poi ho messo su un mio studio professionale intraprendendo da solo la libera professione. Ho mantenuto rapporti professionali con il geometra Chiari, il quale è impegnato anche in politica, ma il pomeriggio si dedica alla sua professione. È stato Chiari, a cavallo tra la primavera e l'estate 2010, a presentarmi l'architetto Valentini che io avevo fugacemente incontrato circa 10 anni or sono, i primi tempi che Valentini operava su Lucca». Secondo le dichiarazioni rese da Ferro, Chiari presentò l'ingegnere a Valentini «in qualità di tecnico affidabile su Lucca con il quale eventualmente collaborare». In sostanza, Ferro difende Chiari che «ha avuto fiducia in me e mi stima sotto il profilo professionale. Alcuni dei vecchi clienti del geometra Chiari sono stati poi acquisiti da me. Ovviamente il geometra Chiari ha un importante incarico nell'amministrazione comunale e se ho qualche dubbio mi rivolgo a lui per assumere notizie. Voglio far presente che mi rivolgo a lui come mi rivolgo a qualsiasi altro rappresentante dell'amministrazione comunale sempre improntando i rapporti alla massima correttezza. Mai mi sognerei di chiedere interventi di Chiari in mio favore, né con riguardo ad eventuali incarichi pubblici, che io non ho mai chiesto e mai accetterei, né con riguardo ai miei clienti privati le cui pratiche possono eventualmente ricadere sotto le competenze di Chiari. A parer mio poi, il geometra Chiari può tranquillamente svolgere la sua professione in quanto egli non è assessore all'urbanistica. Comunque, eventuali controlli in merito sono a carico dell'amministrazione e non a carico mio, che svolgo soltanto un ruolo consultivo». LO STADIO I rapporti con Valentini - spiega Ferro - si fanno più stretti a luglio 2010. «L'architetto - racconta l'ingegnere alla Procura - illustrandomi questi i suoi progetti per la ristrutturazione del Porta Elisa, mi chiese se urgentemente potevo predisporre un rilievo strumentale dello stadio che gli era necessario per presentare al più presto in Comune il "masterplan" dei lavori da eseguire. Contento per l'incarico ricevuto, mi sono dato da fare con i collahoratori del mio studio e al topografo geometra Sani, da me scelto sulla base del preventivo più conveniente. Il 2 agosto consegnai al Valentini il lavoro». Dopo circa 2 mesi (il 27 settembre), l'ingegnere presenta la notula professionale. «La consegnai personalmente alla sede della Lucchese - conferma - per un ammontare complessivo di circa 10mila euro, comprensivi di circa 6500 euro di spese sostenute con il topografo. La richiesta era sicuramente bassa in quanto era mio interesse acquisire il cliente. Voglio specificare che, ad oggi, non sono stato pagato, nonostante i miei ripetuti solleciti e nonostante che a febbraio abbia interessato Ugo Giurlani, all'epoca amministratore della Lucchese Libertas, il quale mi ha invitato a ripresentare la notula in quanto non aveva rinvenuto traccia della precedente notula. Faccio presente che sin dall'epoca di ultimazione del mio incarico i miei contatti telefonici con Valentini sono sempre più scemati. Avrò sentito Valentini forse a gennaio in un paio di occasioni». SAN DONATO Dopo l'incarico per lo stadio - spiega Ferro alla Procura - Valentini, sempre per conto di Lucchese Libertas, gli dà un incarico informale «per un preliminare studio di fattibilità su terreni di proprietà della Lucchese siti a San Donato. Su questi terreni inizialmente vi era in progetto la realizzazione di un nuovo stadio, mai andato avanti. Volendo trarre un reddito da questi terreni, Valentini mi chiese di studiare quali soluzioni urbanistiche fossero possibili sui terreni. Valentini parlava di un progetto di cessione alla grande distribuzione, successivamente ipotizzò la relizzazione di una stazione di servizio e per tale progetto io mi incontrai con un incaricato di un'azienda petrolifera. Ma mi avvidi subito che su quei terreni vigeva un vincolo specifico essendovi un concreto rischio idraulico connesso a un pericolo di esondazione del sistema fluviale». A quel punto, l'ingegnere si informa in vari uffici e con varie persone, tra le quali Chiari e l'architetto Maurizio Tani, il dirigente dell'urbanistica in carcere per corruzione. «Ricordo che Giuliano Giuliani, socio della Lucchese - aggiunge Ferro - andò personalmente all'Autorità di Bacino del Serchio (competente per i vincoli idrogeologici, ndr) e gli fu comunicato dal professor Raffaello Nardi, segretario dell'Autorità di Bacino, che su quei terreni non ci si poteva fare nulla. Ricordo che il Valentini andò su tutte le furie. Poi, lessi che la Lucchese aveva in progetto di relizzare un campo fotovoltaico incaricando altro professionista a me sconosciuto. Per tale attività non ho rimesso alcuna notula e non sono stato retribuito».