«È stato distrutto totalmente un sito di importanza archeologica». Antonio Santoro, professore (in pensione) di diritto ed economia politica negli istituti di scuola superiore ha denunciato di nuovo la situazione che, negli ultimi tre mesi, si è creata alla Madonnella dove, lo scorso marzo, sono stati segnalati - proprio da Santoro - reperti antichi risalenti all'epoca romana. E in quell'area, nonostante l'avvertimento, sono andati avanti i lavori per la realizzazione degli orti sociali. Un progetto meritevole, senza dubbio. Ma che rischia di compromettere davvero quell'area che potrebbe nascondere alcuni importantissimi gioielli dell'archeologia. «C'è stato un assenteismo completo nei confronti del nostro patrimonio - attacca senza mezzi termini Santoro - non capisco perché bisogna continuare a inghiottire questi bocconi amari. Negli ultimi tre mesi l'area è stata completamente ricoperta, è stata piantata dell'erba e così anche i resti affiorati in superficie sono stati seppelliti». Santoro, che proprio a marzo ha indicato ai carabinieri la presenza dei reperti, ha aggiunto: «Sicuramente la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana è a conoscenza di questo sito, poiché insieme al professor Paolo Nannini, dopo un sopralluogo, le inoltrammo una segnalazione circostanziata. Speriamo che adesso qualcuno si muova e venga a controllare di persona cosa è stato creato, anzi demolito». Tre mesi fa, infatti, Antonio Santoro, ha rilevato di aver notato - nella zona dei lavori - resti antichi risalenti, verosimilmente, a un edificio di età romana, come il pavimento a mosaico e la piattaforma con colonnato per costruire la villa. In quell'occasione il professore di diritto in pensione con il pallino dell'archeologia, si è accorto della mancanza di un cartello che indicasse l'esistenza di un cantiere o uno scavo archeologico. Alla Madonnella, per la cronaca, sono stati effettuati interventi per creare orti sociali. «Questo perché negli anni scorsi - ha ricordato il professor Santoro - quando è stata costruita la strada che attualmente conduce all'ospedale San Giovanni di Dio, sono stati espropriati piccoli appezzamenti di terreno». Da qui l'individuazione, appunto, della Madonnella per dare spazio a fette di terreno da coltivare, precedentemente scalzate dal loro "luogo di nascita". «Chi di competenza - ha commentato Santoro nel mese di marzo - dovrà appurare se ci siano i presupposti per annunciare un vincolo di tutela archeologica. Indubbiamente, se la cosa dovesse avere una sua validità, sarà necessaria una grande attenzione, per evitare un inquinamento sia dei beni che ambientale, poiché in quell'area ho notato diversi mucchi di calcinacci». Ora insomma, bisognerebbe lavorare per capire cosa davvero nascondono quei terreni. La scoperta, potrebbe essere molto interessante.