Il direttore dei Musei Vaticani Paolucci ha esaltato il ciclo scultoreo realizzato dall'artista Cecco Bonanotte all'interno del battistero «Quasi una Sistina ha portato Bonanotte dentro la cappella battesimale di Vinci, perché le sue figure raccontano l'Antico e il Nuovo testamento, la Genesi e l'Apocalisse, l'alfa e l'omega, il destino di tutti e di ognuno. Lo ha fatto usando la misura piccola, applicando le sue composizioni alle nicchie e alla volta come se quelle fossero i comparti di un polittico e rendendo così le nicchie e la volta sacrali e preziose». Questo ha affermato nel suo saggio introduttivo al catalogo dell'opera il professor Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, giunto in un'affollata chiesa parrocchiale di Santa Croce ad incorniciare un giorno memorabile per Vinci e la sua comunità, arrivato fin qui per celebrare il genio di Cecco Bonanotte nel giorno dell'inaugurazione ufficiale del ciclo scultoreo vinciano. Monsignor Renato Bellini ha aperto la mattinata davanti a numerose autorità, dai responsabili delle soprintendenze al sindaco Parrini, con una platea ricca di personalità della cultura e dell'arte, al cospetto dell'artista. Presentato anche il catalogo edito da Skira e inaugurata la mostra "Cecco Bonanotte 1970-2010" allestita nelle sale del castello dei Conti Guidi. «Qui è stato battezzato Leonardo - ha detto Paolucci riferendosi al battistero - e dopo di lui molte generazioni di suoi concittadini. Qui continueranno ad essere battezzati i bambini della comunità. Si tratta di un luogo che è quasi un ossimoro perché alla straordinaria densità dei significati simbolici corrisponde l'estrema modestia dell'ambiente. Lo scultore ha capito che quella era la pagina immacolata, perfetta per dare immagine al suo intellettuale e spirituale minimalismo. Bonanotte ha voluto significare il sacramento che nella cappella si amministra, collocando nelle nicchie gli episodi scritturali che stringono in emblema la storia della salvezza: il Peccato originale, il Battesimo nel Giordano, l'ultima cena, la Crocifissione. Il male del mondo riscattato dai misteri dell'Eucaristia e della Croce. Ma il mondo che Dio ha creato - ha concluso - va verso la Gerusalemme celeste, conclude il suo percorso con la fine del Tempo e della Storia. È l'Apocalisse: una corona d'oro gremita di fìgure dislocate nel cerchio ininterrotto che lo scultore ha collocato in alto nella chiave di volta, in asse col fonte battesimale». Chiamato in causa a più riprese, anche Bonanotte ha portato il suo commosso saluto. Strepitosa infine, autentico omaggio a Vinci ed ai vinciani, la parte iniziale del saggio di Paolucci nel catalogo dell'opera. Da leggere e gelosamente conservare.