Un gruppo di appassionati parte mercoledì alla riscoperta della via lungo l'Appennino PRATO. Sembra un'escursione come un'altra tra le meraviglie dell'Appennino toscano ma si porta dietro il sapore pioneristico di certe spedizioni d'inizio Novecento. L'"Etruscan Trail" che prenderà il via mercoledì 22 giugno dalla città etrusca di Gonfienti è infatti qualcosa di più di una lunga escursione naturalistica. Vuole imporre all'opinione pubblica, e soprattutto al mondo accademico, una scoperta che potrebbe davvero stravolgere quanto finora sappiamo sugli Etruschi. E cioè che quella strada "interna", che collegava Pisa a Comacchio e che viene citata anche in alcuni testi antichi, non è un sogno ma pura realtà. Lo sostiene da tempo Gianfranco Bracci, 64 anni divisi tra l'attività di fotogiornalista e quella di guida ambientale, che nel 2010 l'ha percorsa tutta insieme allo scrittore Marco Parlanti e che adesso torna su quei passi per rilanciare l'appello: «Riscopriamola». Allora Bracci, come nasce l'idea di Etruscan Trail? «Nasce nel 2004, quando a Capannori vennero scoperti i resti di un'enorme strada etrusca che riportava i segni di un traffico a dir poco intenso. Corre proprio lungo l'autostrada e punta dritta a Montecatini e soprattutto alla città etrusca di Gonfienti, una città ricchissima, in cui sorgevano le dimore più grandi di tutta l'Etruria». Quindi da Capannori la strada arriverebbe a Prato per proseguire oltre. «Arriva fino a Comacchio. A supporto di quanto sostiene l'associazione "La via etrusca del ferro" di cui faccio parte c'è il geo radar, un sistema di rivelamento che ha permesso di scoprire, per esempio, anche l'estensione e quindi il valore dell'insediamento della città di Gonfienti. La strada venne probabilmente costruita quando, persa la guerra per il predominio dei mari contro i Focesi, gli Etruschi furono costretti a creare una rete di trasporti interna. Riportare alla luce la via del ferro e le meraviglie di Gonfienti significherebbe quindi non solo confutare la convinzione che la Toscana era la periferia dell'Etruria ma aggiungere qualcosa di completamente nuovo a quello che sappiamo del popolo che abitava la Toscana più di 2500 anni fa. Quello che chiediamo da tempo è che un qualsiasi ateneo si prenda a cuore la meraviglia archeologica che la nostra associazione cerca di valorizzare da tempo e la riporti alla luce: per l'archeologia e anche per il turismo». Turismo in che senso? «Faccio escursioni da sempre, ho camminato sulle strade antiche di mezzo mondo e senza falsa modestia, per la rivista Airone, sono stato uno dei primi giornalisti in Italia a parlare di trekking e mountain bike. La nostra associazione si ispira all'inglese "Hadrian Wall Path". Il vallo di Adriano che una volta divideva l'Inghilterra dalla Scozia è solo un muro che attraversa tutta l'isola ma intorno si è sviluppato un circuito di escursioni che accoglie ogni anno appassionati provenienti da tutto il mondo. E' facile capire che la portata turistica di un circuito intorno alle meraviglie etrusche in Toscana sarebbe enorme». L'associazione, tra l'altro, è stata costituita di recente. «E' nata a febbraio di quest'anno e ha sede a Prato. Siamo appassionati e studiosi dell'archeologia etrusca. Insieme a me ne fanno parte il professor Centauro, l'archeologo Zecchini, che ha scoperto il sito di Capannori, lo scrittore Marco Parlanti, che sarà con me alla guida dell'"Etruscan Trail" e, tra gli altri, anche Dante Simoncini, presidente della borsa del turismo di Montecatini». Alessandro Pattume Il percorso della camminata 84 chilometri in cinque tappe L'Etruscan Trail prenderà il via alle 7 di mercoledì 22 giugno da Gonfienti (La Querce). Cinque giorni di camminata per un totale di 84,2 chilometri e ben 2.387 metri di dislivello totale in salita. La prima tappa si concluderà a San Piero a Sieve da dove, l'indomani, si salirà ancora fino al Passo della Futa. Il 24 giugno dal Passo della Futa si salirà invece alla Madonna dei Fornelli per raggiungere poi, il 25 giugno, il Monte Sole. Il 26 giugno infine la breve discesa fino a Marzabotto, dove gli escursionisti parteciperanno a "Kainua", la festa della "città nuova", come veniva chiamata Marzabotto in età etrusca. Una rievocazione storica in piena regola con sfilata, piatti e danze etrusche. A.P.
TOSCANA - PRATO - La strada etrusca del ferro esiste. Ve lo dimostreremo
Un gruppo di appassionati parte mercoledì 22 giugno per la riscoperta della via lungo l'Appennino toscano, nota come "Etruscan Trail". La strada, che collegava Pisa a Comacchio, è stata scoperta da tempo e sostiene Gianfranco Bracci, che la ha percorsa nel 2010 con lo scrittore Marco Parlanti. L'associazione "La via etrusca del ferro" sostiene che la strada venne costruita per creare una rete di trasporti interna per gli Etruschi dopo la guerra per il predominio dei mari contro i Focesi. La strada prenderà il via da Gonfienti e proseguirà fino a Prato e Comacchio.
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