Ancona Teatro era forse in origine, prima di ampliarsi ad anfiteatro sotto Augusto: e teatro tornerà a essere. Quello di Ancona è forse uno dei ruderi dell'antichità classica più misconosciuto: ritroverà questa estate una nuova vita, dopo un primo assaggio che andò in scena durante l'estate dello scorso anno. Se non l'urlo del pubblico davanti ai feroci giochi dei gladiatori, certo l'applauso degli spettatori moderni alle rivisitazioni contemporanee del dramma antico. Un lavoro di squadra, quello che ha portato a dare a un sogno la forma di un palcoscenico di 14 metri per 10, di una tribuna da 480 posti e di una platea da quasi 300. Il sogno era di riportare lo spettacolo nell'anfiteatro affacciato sulle rupi del Guasco. La squadra è questa, presentata ieri in Comune dall'assessore alla Cultura del Comune Andrea Nobili e dall'assessore alla Cultura della Provincia Carlo Maria Pesaresi: in testa, l'ideatrice-caterpillar Adriana Stecconi, che per il teatro classico ha una passione (recente la sua pubblicazione sulla didattica in materia); Giuliano de Marinis, soprintendente archeologo per le Marche, che ha dato l'autorizzazione e ha seguito le fasi dell'adattamento; Giuseppe Romagnoli, l'ingegnere autore del progetto; Maurizio Boscarato, l'ufficiale pagatore che per la realizzazione ha ottenuto cento mila euro dalla Fondazione Cariverona, di cui è consigliere generale. Insieme, hanno dato forma al sogno, che è già inserito nel programma estivo dei Teatri Antichi Uniti (Tau) dell'Amat. "Un altro tassello del rilancio del quartiere Guasco-San Pietro - esulta Nobili - con il recupero del monumento e della memoria urbana, che si deve alla collaborazione di Comune, Provincia, Regione Marche e Fondazione Cariverona". "Non vuota scenografia di spettacolo - ricorda il soprintendente Giuliano de Marinis -, ma un riuso concreto del luogo antico, della sua vocazione. E intanto, grazie a un finanziamento speciale del ministero (circa 120 mila euro), potremo condurre sia una manutenzione straordinaria subito, sia, più avanti, un'indagine più approfondita del sito, nelle sottofondazioni della cavea". l. nicc.,