Convegno Rotary Club Il docente universitario Giovanni Randazzo ha fotografato la realtà iblea mettendo in rilievo alcuni punti critici come a Santa Maria del Focallo e a Caucana. Per il resto, situazione sotto controllo Ragusa. L'erosione delle coste iblee è stato l'ennesimo argomento affrontato dal Rotary club del capoluogo riguardante tematiche attinenti il territorio. Un argomento magistralmente trattato, nella magica attimosfera del "Parco Cavalonga", a due passi dal castello di Donnafugata, dal prof. Giovanni Randazzo, docente del dipartimento della terra dell'università di Messina. «Quello delle erosioni delle coste marine - ha detto, introducendo l'argomento, il presidente del Rotary, dott. Franco Spampinato - è un problema che interessa l'Europa, con pesanti effetti ambientali, sociali ed economici, e al quale non sfugge neppure il nostro territorio; il sito archeologico di Kamarina, dopo 2600 anni di storia, ad esempio, si trova minacciato da una galoppante erosione costiera, dovuta in buona parte all'opera dell'uomo. Cosa è possibile fare per salvare il salvabile»? «Per fortuna la provincia di Ragusa - ha esordito il prof. Randazzo - presenta una situazione coste non del tutto preoccupante. E' vero che a Kamarina si registra una situazione da non sottovalutare e che a Santa Maria del Focallo i danni erosivi sono evidenti; ma è anche vero che la situazione delle nostre spiagge in linea di massima è ottimale, eccezion fatta (vedi Caucana) dove si è intervenuti con scriteriati ripascimenti». Ed ecco affiorare le responsabilità dell'uomo. «Non ci sono dubbi che a provocare i danni alle coste e alle spiagge - ha detto l'oratore -, sono stati in buona parte gli interventi umani (porti, scomparsa delle dune, deviazione di acque, abusivismo edilizio,ecc.); a Kamarina, ad esempio, il contrastato e controverso porto di Scoglitti ha fatto la sua parte. Ma proprio in quella importante zona archeologia, secondo me, c'è dell'altro che meriterebbe un immediato approfondimento: delle acque sotterraee deviate che hanno provocato la recente frana. A Santa Maria del Focallo la situazione è diversa e sarebbe opportuno un mirato ripascimento della spiaggia. Come? Lì, come altrove sarebbe oppotuno un ripascimento artificiale, con materiale idoneo, facilmente estraibile, da una profondità di 100 metri, come dimostrano recenti studi, al largo di Palermo e di Termine Imerese». Avviandosi alla conclusione il prof. Randazzo ha detto, riferendosi alla nostra provincia, che esiste un "piano gestione coste" alla Regione; il difficile sarà applicarlo. 19062011