I cittadini vincono la battaglia amministrativa a Gagliano del Capo contro uninstallazione della Finanza LECCE - I cittadini del "Capo" vincono la prima battaglia contro il radar costiero, che la guardia di finanza avrebbe voluto installare su una scogliera a picco sul mare nel territorio di Gagliano del Capo. Il Tar di Lecce ha, infatti, sospeso i lavori di realizzazione del grande occhio puntato sullAdriatico per monitorare il canale dOtranto e prevenire gli sbarchi dei clandestini, che negli ultimi mesi sono ricominciati a ritmo sostenuto. Troppo pochi, secondo i giudici amministrativi, i 75 metri che separano il sito individuato per la struttura dal parco naturale "Otranto-Santa Maria di Leuca", per consentire linnalzamento di un vero e proprio ecomostro in metallo, alto come un palazzo di 10 piani, che con i suoi 36 metri devasterebbe la campagna salentina. Il ricorso al Tar è stato presentato da una cordata di associazioni (Legambiente, Italia Nostra, Turismo verde Cia, Federconsumatori, Cgil, Gaia, Sos Costa Salento, Pro Loco, Auser e Critical Food), che hanno promosso unintensa mobilitazione, con tanto di raccolta di firme e dibattiti pubblici, per spiegare alla popolazione cosa accadrebbe in quel pezzo di paradiso leccese se il radar dovesse essere realizzato. Fino a poche settimane fa, del resto, il progetto era avvolto dal più fitto mistero. Le autorizzazioni degli enti preposti, dal Comune di Gagliano alla Regione, sono state accordate in gran silenzio ed anche la Sovrintendenza ha dato il suo ok, ritenendo le esigenze di difesa del territorio nazionale prevalenti sullinteresse paesaggistico. Ora è arrivato lo stop del Tar, che deciderà nel merito della vicenda il prossimo 20 ottobre. (ch. sp.)