Lo spunto è l'anteprima di «Casa di Re» la mostra-evento che sarà inaugurata il prossimo martedì a palazzo reale. Ma a spingere Urbani a Caserta è piuttosto un'altra novità, la nascita di una fondazione (che sarà la seconda in Italia dopo il Museo Egizio) per la gestione della Reggia e degli altri siti borbonici di Terra di Lavoro. L'annuncio del ministro è arrivato ieri, al termine di un tour tra i saloni dove in queste ore si sta lavorando all'allestimento dell'esposizione che raccoglie, attraverso dipinti, oggetti e scritti, un secolo di storia del complesso vanvitelliano. Ad accogliere il ministro, al teatro di corte della Reggia, c'erano, tra gli altri, la soprintendente di Caserta Giovanna Petrenga, il prefetto Carlo Schilardi e il sindaco Luigi Falco. Proprio Falco, che aveva più volte sottolineato la necessità di un cambiamento che consentisse agli enti locali di partecipare alla gestione dei grandi attrattoli culturali, è arrivata la risposta più entusiastica all'annuncio di Urbani. «Sulla Reggia - dice il sindaco -abbiamo parametrato tutto il nostro programma di sviluppo», a sottolineare come la promozione turistica di Caserta passa attraverso la partecipazione degli enti locali alla gestione dei grandi attrattori culturali. Del nuovo soggetto faranno parte il Comune, la Provincia e la Regione. Il loro ruolo, però - ha precisato il numero uno dei Beni Culturali -sarà quello di «illustri collaboratori»: il compito della tutela resterà saldamente nelle mani della soprintendenza, che dovrà stabilire di volta in volta i criteri per conciliare le esigenze di conservazione con quelle di promozione turistica e fruizione del sito. Chiari, almeno nelle premesse, i modi, che peraltro sono descritti nel nuovo codice dei Beni Culturali. Restano invece ancora incerti i tempi. «Prossimamente -ha annunciato Urbani - incontrerò i rappresentanti degli enti locali per dare il via all'operazione». L'impresa, come ha sottolineato lo stesso ministro, non sarà facile. Il nuovo soggetto avrà bisogno del sostegno di finanziatori privati che dovranno essere «di preferenza» fondazioni bancarie. Una difficoltà che a queste latitudini salta subito agli occhi. Urbani, però, sembra già avere un asso nella manica. «Spero che vada in porto un certo progetto», dice, Ma sulla questione non concede, per ora, altre anticipazioni. No comment anche sull'annosa questione dell'Aeronautica alla Reggia, la cui permanenza a palazzo si traduce in una sottrazione di spazi per la fruizione del monumento. Rispondendo a domanda, il ministro dei Beni Culturali dice in pratica che tutte le valutazioni del caso spettano alla soprintendenza di Caserta. La visita del ministro si conclude con uno scambio di omaggi con la soprintendente Petrenga. Da una parte il «triplice grazie» di Urbani per aver organizzato la mostra «Casa di Re» che sta per essere inaugurata e che sarà visitabile fino a marzo («per l'evento stesso, per il contributo che dà alla comprensione del monumento e perché è un modo di pensare più in grande»). Dall 'altra il regalo di Petrenga al ministro: una raccolta - stampata per l'occasione e in tiratura limitata - dei disegni di Luigi Vanvitelli.
Reggia, gli enti locali entrano nella gestione. L'annuncio di Urbani: Presto la Fondazione
Il ministro dei Beni Culturali, Urbani, ha annunciato la nascita di una fondazione per la gestione della Reggia di Caserta e degli altri siti borbonici di Terra di Lavoro. La fondazione sarà la seconda in Italia dopo il Museo Egizio e farà parte del Comune, della Provincia e della Regione. Il ruolo della fondazione sarà quello di collaborare con la soprintendenza per conciliare le esigenze di conservazione con quelle di promozione turistica e fruizione del sito. L'impresa non sarà facile e il ministro ha annunciato di incontrare i rappresentanti degli enti locali per dare il via all'operazione.
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