Il sovrintendente Broccoli dopo il successo dell'ultima «Notte» Il Campidoglio: aperture serali una volta la settimana Musei comunali aperti by night almeno una volta la settimana in chiave «anti-movida»; concerti per pianoforte con happy hour al museo Bilotti. E se la degustazione dell'aperitivo fra le opere di De Chirico è stata già sperimentata «adesso mi piace incrementare questa novità che ha avuto successo - afferma il soprintendente capitolino ai Beni culturali Umberto Broccoli - con piccole performance di piano, ferma restando la tutela del museo, del luogo e delle opere esposte». Così Roma riscopre i suoi musei. Con le aperture notturne (il 14 maggio alla «Notte dei musei» vi sono stati oltre 200 mila visitatori), con l'happy hour già sperimentato anche ai Fori di Traiano, con spettacoli all'interno delle sale, e con nuove mostre. «La chiave - prosegue Broccoli - è portare la gente a questa riscoperta in maniera non pesante, ma pensata», con appuntamenti fissi e con qualche integrazione extra che faccia ancor di più apprezzare la scoperta dell'arte. Lo chiedono anche i giovani: come ad esempio i ragazzi del Pd del I municipio e i rappresentanti di molte scuole del centro che hanno scritto una lettera aperta al sindaco Gianni Alemanno chiedendo «più eventi gratuiti per rendere le notti sicure e vivibili», e soprattutto «alternative culturali» perché «un'altra movida è possibile». Ecco allora le aperture serali: «Con l'assessore alla Cultura Dino Gasperini - spiega i sovrintendente - abbiamo già costituito un tavolo tecnico per aprire i musei la sera almeno una volta la settimana e proprio in chiave "anti-movida", perché la noia creativa è fantastica, mentre la noia "annoiata" è pericolosa, per cui configurare i musei come alternativa di intrattenimento culturale è importante: stiamo pensando di attuarlo fin da quest'estate». Con qualche novità in particolare per la Centrale Montemartini, dove «gli appuntamenti con il jazz riprenderanno in autunno», ma dove si sta studiando come farlo diventare un polo di aggregazione giovanile, vista la vicinanza con l'Ostiense e con la Garbatella. Su 119 musei romani sono 19 quelli comunali: per tutti più aperture «per non dare la sensazione di luogo antico o polveroso, ma perché contribuiscano a creare ricordi»; più sedie, a iniziare dai musei capitolini dove è difficile sostare per riposarsi: «la visita non può essere una tortura - prosegue Umberto Broccoli - si deve poter sostare e sedersi»; più possibilità di ristoro perché «nel museo devono essere coinvolti tutti e cinque i sensi, dal tatto all'udito, all'olfatto e perché no? al gusto» (a palazzo Braschi con l'apertura su piazza Navona sono aumentati i visitatori e adesso per chiunque vi è la possibilità di godere del bar) oltre il sogno «dell'aiuto della virtualità per rendere più completa la visita». E la novità sarà i «museo semplificato», ovvero vi saranno spiegazioni più semplici accanto alle opere d'arte e «stiamo lavorando su nuove didascalie». Un esempio? «Il termine "fistula plumbea" è difficile da capire - risponde Broccoli - va aggiunto quello in italiano "tubo di piombo", va aggiunta la spiegazione in altre lingue; non dico di eliminare i termini tecnici , ma di spiegarli». Rispetto al 2008 i visitatori dei Musei comunali sono aumentati del 20 per cento. In particolare i «Rapporto visitatori» parla di 126.979 presenze in più nel 2009-2010 per passare a più 263.449 nei due anni. E anche i12on promette bene con 666.998 ingressi nei primi quattro mesi di quest'anno, fino ad aprile.