«Abbiamo già chiesto al sindaco di trovare i locali per la mostra ma non ha mai risposto» La denuncia «Su un sito internet sono in vendita copie delle carte a 5mila sterline. Chi le ha fotografate?" La sfida «Non chiederemo autorizzazioni. La mostra o la facciamo noi o non la farà nessun altro» I permessi «L'ente fiorentino deve solo indicare come garantire la tutela e la sicurezza dei documenti» «Sciupata la lettera di Michelangelo». E ribadiscono: vogliamo mettere le carte in mostra» Questa volta ce l'hanno fatta a vedere le carte del Vasari. I quattro fratelli Festari proprietari dell'Archivio, che, come subito dichiarato, da sei mesi non avevano accesso ai preziosi carteggi, ieri mattina, dopo aver annunciato la visita alla Soprintendenza archivistica di Firenze, si sono presentati davanti alla porta della Casa Museo accompagnati dall'avvocato Guido Cosulich e quelle carte le hanno potute controllare di persona. «Alla lettera di Michelangelo fanno subito notare Tommaso e Leonardo Festari manca un piccolo angolo di carta, inoltre abbiano scoperto che su Internet, nel sito Superstock sono in vendita a 5mila sterline copie di alcuni documenti dell'archivio come la lettera di Michelangelo scritta a Vasari o quella di Vasari scritta a Cosimo I o la mappa della città di Siena o i carteggi del nipote». In realtà gli eredi Festari sono tornati ad Arezzo con in tasca un progetto per la realizzazione di una mostra, già presentato al sindaco: «Vorremmo esporre le carte in locali del Comune insieme a dei quadri del Vasari per fare un regalo alla città, ma il sindaco non ci ha risposto». Avete chiesto l'autorizzazione alla Soprintendenza di Firenze? «Non serve, l'ente deve solo indicare i modi per garantire la sicurezza del materiale. In ogni caso o la facciamo noi o non si fa». E se fosse la Soprintendenza a voler fare una mostra? «Non daremo l'autorizzazione semplicemente perchè questa mostra vogliamo farla noi». Il progetto di digitalizzazione? «Non daremo il permesso nemmeno per questo. E' la nostra famiglia ad avere la proprietà e quindi il copyright, a meno che non vogliano arrivare all'esproprio. Anche se poi abbiamo dimostrato che le immagini già girano su internet». Ci sono nuove trattative in corso? «No comment. Per ora i russi stanno alla finestra. Ma qui va detto che è stato montato un fumus per far saltare un affare da 150 milioni di euro a cominciare dal sequestro di Equitalia tre giorni prima della scadenza della prelazione ministeriale, per continuare con la messa in discussione della successione ereditaria o dell'accordo con gli acquirenti russi. Un grave danno fatto a privati». La proposta del Ministero per l'acquisto a 2 milioni e mezzo di euro? «Il Ministero non ci ha mai contattai. E' una perizia fuori dal mondo e chi l'ha fatta o è un incapace o ha voluto fare un favore a qualcuno. Le cifre di mercato sono enormemente superiori e prevedono un business plan che potrebbe aggirarsi sui 10 milioni di euro all'anno solo esponendo le carte». E il vincolo che lega l'Archivio ad Arezzo? «Nessuno lo vuole portare via dalla città. Nemmeno i russi volevano questo. E' sempre stata una paura creata ad arte per ostacolarci».
Arezzo. Fratelli Festari, blitz alla Casa Vasari
I fratelli Festari, proprietari dell'Archivio di Michelangelo, hanno presentato una visita alla Soprintendenza archivistica di Firenze per controllare le carte del Vasari. Hanno scoperto che su Internet sono in vendita copie di documenti dell'archivio, comprese la lettera di Michelangelo, a 5mila sterline. I fratelli Festari hanno chiesto all'amministrazione comunale di Firenze di trovare locali per una mostra con le carte e i quadri del Vasari, ma non hanno ricevuto una risposta. Hanno affermato di non chiedere autorizzazioni per la mostra e di volerla fare loro stessi. I fratelli Festari hanno anche affermato di non voler dare l'autorizzazione per la digitalizzazione delle carte o per la mostra proposta dal Ministero.
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