Il nostro viaggio fra i visitatori della cattedrale: «Disposti a pagare per rendere ancora più bello il simbolo di questa città» Sul sagrato del Duomo, la notizia è già in discussione. Obolo d'entrata in cattedrale: votiamo «sì» o voliamo «no»? Turisti e cittadini ambrosiani non si scandalizzano per la proposta di monsignor Luigi Manganini. Non sono in pochi a condividere la boutade prudente dell'arciprete della Diocesi più grande d'Europa. Ma il fronte che espone il pollice alzato, avanza nel contempo alcune condizioni. Che il biglietto sia temporaneo, cioè adeguatamente imposto in momenti di particolare impegno economico, che ne venga «controllata» la destinazione, il cui fine è solo la salute della «casa» della Madonnina, che il ticket garantisca un aumento dei servizi per chi pretende una visita sapiente tra le opere d'arte. Determinato nel difendere una sacralità senza «mercato», il «pollice verso» avanza ragioni di non poca importanza: la Chiesa è uno Stato ricco, a cui si versa già 1'8 per mille. E' possibile che non abbia denaro per tutelare la sorte dei suoi magnifici monumenti dedicati al nostro spirito? Il sagrato e i basamenti del Duomo sono un punto d'appoggio. Stanche, le genti di ogni razza si posano sui gradini, sui marmi, sui piccoli scranni. Entrano ed escono sotto il segno del rispetto. Se per andare oltre quella porta si dovesse pagare, cosa succederebbe? «Lo chiede a me che sono di Roma, dove per pernottare si sborsa una tassa di soggiorno come si può notare dai listini degli alberghi? Se c'è uno scopo al biglietto, non ci vedo nulla di strano» dice Stefano Rossi, 36 anni. Però nelle chiese della Capitale non c'è biglietto? «No, perché già c'è nella città. È certo che se si mette la cattedrale sul mercato, il mercato entra in cattedrale. Ma su un ticket temporaneo, che giovi al monumento in uno stato d'eccezione per portare alla città un ritorno d'immagine, non vedo perché no!». Pagamento a termine, quindi, per emergenze particolari. Ma l'ipotetica decisione di monsignor Luigi Manganini non prevedeva la temporaneità dovuta, ad esempio, al restauro della guglia. E allora? «Allora no. Non è corretto - commenta Leo Scelsi, foggiano, 65 anni -. Devolviamo 1'8 per mille alla Chiesa, quindi un ticket nei luoghi sacri non mi sembra opportuno». Stessa opinione anche per Luca Indiveri, milanese, 38 anni. «Non concepisco un obolo per il Duomo, né per i fedeli, né tantomeno per i turisti. Sono tre i fulcri d'attrazione di Milano: la Cattedrale, il Castello Sforzesco, il museo del Milan e dell'Inter, che costa ben 18 euro. Se il malcapitato turista deve scucire il portafoglio in ogni luogo, qui non ci viene più di certo. Anzi, scappa». Su polo opposto, invece, il trentaseienne Andrea Orlando. «In quanto cittadino ambrosiano sarei contento di poter partecipare alla bellezza della mia città. Concettualmente non è sbagliato. Anche se, mi consenta un'osservazione, alla Chiesa non credo che manchino i soldi per salvaguardare i suoi beni». Uguale opinione per Luljete Rotagni, 34 anni, di nascita albanese, ma da un decennio cittadina di Torino. Sta fotografando il Duomo insieme al giovane figlio Jorald, quindicenne. «Mi risulta che il Vaticano non sia di certo povero - nota Luljete -. E' vero che molto denaro esce per opere di solidarietà sociale, ma non vedo perché non pianificare al meglio gli «investimenti» in modo che alcuni siano destinati ai beni culturali». D'accordo anche Jorald. «Un luogo sacro - commenta - dovrebbe essere gratuito. Un museo va pagato, un tempio di devozione dello spirito, no». Adriana Quaranta, di nonno italiano emigrato, arriva con il marito dalla città di Rosario in Argentina. «L'obolo è bueno - osserva - . In uno dei più celebri santuari di Buenos Aires, la Basilica de Nostra Signora de Lujan, i turisti vengono raggruppati in comitive e la visita è a pagamento. Non c'è altro modo per mantenere al meglio bellezze come questa» dice, indicando il Duomo. «Coccolare» un monumento, affinché sia perfetto nei minimi dettagli, non è effettivamente robetta di poco conto. Ci scommette anche Giuseppe Gangi, 23 anni, di Agrigento. «Se le entrate di denaro servono solo per la struttura, le statue e per tutti gli altri decori di questa splendida opera, ben venga il biglietto. Ma il denaro non deve servire per altri generi di fini, nel senso di scopi». Si alza più di un indice sulla politica delle finalità e dei buoni propositi che vadano direttamente in porta alla cultura, uno dei campi più importanti del nostro Paese. Enrico Olla Atzeni, 19 anni, è sardo di Iglesias. «Sono contro il ticket per questo monumento se poi all'interno rimane sguarnito di ogni tipo di servizio. Non ne faccio una questione religiosa, cioè non mi indigno per un pedaggio in una chiesa. Pagare in un museo è giusto, perché poi dentro trovi una serie di optional, la guida ad esempio, che giustifica il costo. Se con il ticket mi garantiscono questo anche in cattedrale, allora ci sto». Anche Federico Chiesa vota per il «sì». «Ma a condizione che ogni cifra sia investita esclusivamente per curare il fascino del Duomo». LA CIFRA Servono 30 milioni nei prossimi 4 anni Serviranno quasi 30 milioni di euro nei prossimi quattro anni per procedere agli interventi di conservazione della «casa» del la Madonnina. Compresa la tanto attesa riapertura del Museo del Duomo, con le sue inestimabili meraviglie, quali il celebre Crocifisso di Ariberto, eseguito tra il 1037 e il 1039, di cui esposta ora una copia nella navata destra della cattedrale. Unica croce che mostri un Cristo ancora vivo, prima di essere trafitto al costato. Per alcuni fedeli, quindi, giunge quasi come un «segno della Provvidenza» l'ipotesi dell'arciprete, monsignor luigi Manganini, di pensare a un ticket per i turisti che approdano tra le mura volute dal duca Gian Galeazzo Visconti. Resta comunque il problema di come separare il flusso dei fedeli che si recano in chiesa per devozione da coloro che invece arrivano solo a scopo di visita culturale. Molti degli intervistati ha già proposto l'apertura di due ingressi separati nella chiesa milanese più famosa al mondo. Anche se sul fronte del «no» all'obolo ci sono i sostenitori della purezza di un luogo di culto che deve restare lontano dall'ottica di quei «mercanti» del Tempio, contro i quali Cristo impugnò la frusta per l'unica volta nel Vangelo.
Milano. Sorpresa: turisti favorevoli al ticket per entrare in Duomo
Il sagrato del Duomo di Milano è il luogo di discussione per la proposta di monsignor Luigi Manganini di introdurre un obolo d'entrata per i visitatori. Alcuni cittadini e turisti sostengono che il biglietto potrebbe aiutare a mantenere la bellezza del monumento, mentre altri ritengono che non sia corretto pagare per visitare un luogo di culto. Alcuni suggeriscono l'apertura di due ingressi separati per i fedeli e i turisti. La Chiesa di Milano riceve già 1'8 per mille di entrate, quindi alcuni ritengono che non abbia bisogno di ulteriori risorse.
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