Nardella si presenta in consiglio regionale con 12 emendamenti per valorizzare l'importanza di capoluogo e area metropolitana FIRENZE. Renzi corregge il piano per lo sviluppo di Rossi, o se si preferisce Palazzo Vecchio chiede di inserire dodici proposte nel Prs per valorizzare il ruolo del capoluogo. Tante sono infatti le "proposte integrative" elaborate dagli uffici comunali per "qualificare Firenze" con cui il vicesindaco Nardella si è presentato nei giorni scorsi in commissione Affari istituzionali di Palazzo Panciatichi. Rivendicazioni che non sono nuove. A fine maggio durante un convegno sul Prs a Palazzo Vecchio, Nardella era stato chiaro nel chiedere più attenzione per Firenze ma la risposta della Regione, per bocca dell'assessore Simoncini, era stata altrettanto chiara con un invito a evitare i campanillismi. Chi pensava che l'ennesima querelle fosse finita lì, si sbagliava di grosso. Anzi, visto che la giunta Rossi non ascolta le richieste del vice del sindaco più amato d'Italia, Palazzo Vecchio si è rivolto direttamente al consiglio regionale per avere l'attenzione fin qui negata. E nelle consultazioni sul Prs, la commissione affari istituzionali ha inserito (in via eccezionale) anche la richiesta di audizione di Nardella. Un incontro con i consiglieri regionali per chiedere di intervenire e aggiustare il documento che detta le linee per lo sviluppo della Toscana, attraverso dodici proposte "per qualificare la forza e l'efficacia del Prs" ben precise (ovvero con numero di pagina e capoverso) che assomigliano tanto ad emendamenti con cui riscrivere il documento di programmazione. Ad esempio, nel documento, firmato dal fidatissimo dirigente Simone Tani, si ricorda che a «pag. 12, principio ispiratore n. 4» nel testo della giunta regionale c'è scritto «favorire l'accessibilità materiale e immateriale attraverso una rete di città con infrastrutture moderne ed efficienti» ma secondo Palazzo Vecchio sarebbe opportuno l'inserimento «al termine del primo paragrafo della frase: particolare attenzione sarà rivolta alle aree nodali della rete, i territori metropolitani, motore dello sviluppo regionale, ma anche luoghi caratterizzati da criticità infrastrutturali che per la loro centralità penalizzano tutto il sistema regionale in modo più che proporzionale». Come dire che prima viene Firenze e la sua area metropolitana, poi il resto. E così via, Dalla «mobilità elettrica» per cui serve un «masterplan» al sistema aeroportuale dove Nardella chiede di inserire la specifica «di aeroporto di rilevanza internazionale per Pisa e di city airport euro mediterraneo per Firenze». E ancora le reti digitali, il distretto dei beni culturali, quello ferroviario, il sistema dell'Arno e la filiera della moda. Fino a un chiaro avvertimento alla Regione sul turismo: al capitolo «Riposizionare l'offerta di servizi turistici, commerciali e artigianali» c'è la «proposta di inserimento nella lista dei "sistemi turistici tematici" del sistema turistico tematico enogastronomia, la lista quindi divenendo: via francigena, etruschi, costa, montagna, terme, enogastronomia». Altrimenti? «E' da osservare che, in assenza di questa integrazione, di rilievo ovviamente regionale, la principale meta turistica della regione non è interessata da alcun sistema turistico tematico», si legge nel documento di Palazzo Vecchio. E meno male che sulle scelte amministrative «non ci sono problemi», amano ripetere Renzi e Rossi.