Il commissario Resca: «Altrimenti non partirà mai» Se entro luglio non si trovano 30-40 milioni di euro cash, il mega progetto che prevede l'aumento degli spazi espositivi della Pinacoteca di Brera e il trasferimento dell'Accademia sui terreni dell'ex caserma "Magenta", in zona Cadorna, rischia di rimanere solo inchiostro su carta. L'allarme è stato lanciato dal commissario straordinario alla Grande Brera, il super manager (ex Mc Donald's I talia) Mario Resca, proprio nelle sale dell'istituzione napoleonica durante la premiazione del Premio nazionale delle Arti 2011. «I tempi si stanno dilatando oltre ogni mia preoccupazione» ha spiegato Resca «e se non si sblocca la prima tranche di finanziamenti, non sarà possibile iniziare i lavori entro fine anno». Tradotto, se l'unico ministro che oggi ha in mano un po' di liquidità - vedi Giulio Tremonti - non ha intenzione di sborsare un centesimo, si può tranquillamente dire addio alla possibilità di regalare a Milano un gioiello museale e didattico di livello mondiale in tempo per l'Expo 2015. Dal canto suo, il neo assessore Pd alla Cultura con delega all'Expo, Stefano Boeri, prima di lasciare la sala in anticipo causa «un'agenda fittissima», si è limitato a un generico «i progetti della Grande Brera saranno al centro dell'attenzione della nostra amministrazione nei prossimi anni», promettendo che «faremo il possibile per aiutare lo Stato a trovare le risorse opportune». La frecciata di Resca al dominus dell'Economia è stata voluta -«se qualcuno non fa il suo dovere il progetto non partirà mai» -, così come non ha celato il rammarico per un'occasione a un soffio dallo sfumare: «Il mio impegno per mettere d'accordo il ministro della Cultura - allora c'era Sandro Bondi - quello dell'Università Gelmini e il ministro della Difesa La Russa, oltre che gli enti locali e le Sovrintendenze dei Beni culturali, è stato massimo. Ma anche se sono commissario straordinario - ha aggiunto Resca - non è nei miei poteri obbligare il Cipe a dare l'ok per il finanziamento». E i quaranta milioni sarebbero solo una goccia nel mare dei 150 milioni necessari per concludere i lavori, ma senza di questi non si potrà muovere una pietra. Di pietre da muovere, e non solo, ce ne sono a bizzeffe: intanto occorre liberare i 23mila metri quadrati della ex caserma Magenta, perché se è vero che la Difesa li concede gratuitamente, non verserà un soldo per il trasloco degli archivi militari in essa contenuti. Lì dovrebbe collocarsi il polo didattico dell'Accademia (mentre la direzione e gli uffici amministrativi rimarrebbero nella sede storica) con tanto di campus - «la maggioranza degli studenti viene dall'estero, ospitarli è una priorità» ha detto Resca -, mentre la Pinacoteca si amplierebbe nella sede attuale, inglobando gli spazi di palazzo Citterio e dell'Orto botanico, con la supervisione dell'architetto Mario Bellini. Al 2008 risale l'accordo di programma che ha convinto tutti gli operatori interessati, mentre dodici mesi fa era arrivato l'annuncio del «via libera ufficiale» alla grande opera, con tanto di ministri in trasferta dal sindaco Moratti per benedire l'evento. Peccato che è almeno dalla metà degli anni Settanta che si architetta il potenziamento della Pinacoteca - che oggi non riesce a mettere in mostra tutti i suoi tesori per carenza di spazi - e la messa a nuovo delle aule, ridotte a tuguri senza l'illuminazione degna di un Caravaggio. Da allora nulla si è mosso. Così pare quasi un esercizio di stile l'intento che Resca, forte dell'esperienza nel privato, vuole trasformare in realtà: «Ritengo ci siano tutte le premesse per far sì che i 23 dell'importo possano essere a carico di privati e fondazioni, attraverso forme di mecenatismo ha spiegato -. Però occorre aggiornare la nostra normativa in materia di incentivi fiscali, ma su questo sono molto in sintonia con il neo ministro della Cultura Galan». PROGETTO FARAONICO BUDGET IMPONENTE Sono 150 i milioni di euro necessari per realizzare il progetto del la Grande Brera. Ma per avviare il progetto esecutivo e arrivare ai bandi di gara entro la fine dell'anno servono subito 40 milioni. TRASLOCO NELLA CASERMA L'idea è quella di spostare le attività didattiche dell'Accademia, con tanto di campus, nella ex caserma Magenta in via Mascheroni. La Pinacoteca invece ingloberà palazzo Citterio e l'Orto botanico. UN'IDEA LUNGA QUARANT'ANNI Da quarant'anni si parla della possibilità di ampliare l'istituzione napoleonica. Nel 2010 Mario Resca è nominato commissario straordinario alla Grande Brera con il compito di realizzare l'opera entro l'Expo 2015.