Il progettista «Se vogliamo vincere la sfida dobbiamo iniziare i lavori entro il 2011» L'Archistar Mario Bellini «Se i fondi non arrivano entro quest'anno sarà impossibile completare i lavori per l'Expo». Mario Bellini, milanese del '35 e professionista di fama internazionale c'è la sua firma sul nuovo dipartimento dell'arte islamica al Louvre come alla sede centrale di Deutsche Bank è l'architetto responsabile del progetto Grande Brera. Ha vinto il concorso bandito dal ministero dei Beni culturali e ottenuto l'incarico nel 2009: «Milano aspetta da decenni certezze su Brera. Negli ultimi due anni, tranne un protocollo d'intesa, non s'è visto nulla. I ritardi? Questi sono i nostri tempi, uno dei mali d'Italia». Il ridisegno di massima è già sul tavolo di Bellini. Sono le linee guida generali, la filosofia del progetto: Brera i nel palazzo storico e Brera 2 in via Mascheroni. La Pinacoteca crescerà in altezza, con il riallestimento delle sale espositive su due piani: il nuovo percorso museale consentirà una «ricoperta» delle opere relegate nei depositi e l'apertura alle visite dello studiolo di Hayez. Il complesso storico di Brera, costruito sull'antico convento degli Umiliati, sarà «collegato» all'adiacente Palazzo Citterio («In parte ancora da restaurare») attraverso l'Orto botanico («Interverremo per migliorare le serre»). E ancora: il masterplan prevede nuovi servizi per i visitatori, il bookshop e la caffetteria, l'info point, il ristorante e l'auditorium. Il destinato della Pinacoteca è intrecciato allo sviluppo dell'Accademia: «Vogliamo valorizzare due grandi istituzioni culturali». Le Belle arti «non vengono sfrattate né traslocano», semplicemente si allargano nell'ex caserma «Magenta» di via Mascheroni: «Nel polo di Brera 2 sarà creato un vero e proprio campus universitario all'altezza della storia, dell'importanza e del valore internazionale dell'Accademia». La scadenza è un imperativo: l'Expo. Il problema sono le risorse: al momento sono disponibili solo gli 800 mila euro necessari per trasferire l'archivio della Difesa dal distretto militare dismesso. «Senza finanziamenti non possiamo né concludere i rilievi architettonici a Brera né avviare la fase di progettazione definitiva», osserva Bellini. E la legge. No euro, non parti. I cantieri devono avere adeguata copertura finanziaria. «Purtroppo conclude l'architetto in questo Paese siamo tristemente abituati a vedere ritardi e lungaggini. Ma qui, se non si sbloccano subito le risorse, rischiamo di non chiudere i cantieri per il 2015. I tempi, per come funziona l'Italia, sono già strettissimi».