L'ASSESSORE Stefano Boeri: «La giunta sosterrà l'operazione con la massima attenzione» L'allarme del commissario Mario Resca arriva in un'occasione speciale: ieri, per la prima volta, l'Accademia di Brera ospitava il Premio nazionale delle arti. Giornata di debutti: per Salvatore Carrubba, presidente del neoeletto cda dell'Accademia. E per Stefano Boeri, neoassessore alla Cultura alla sua prima uscita pubblica, che ha assicurato, da parte della nuova giunta «la massima attenzione» al progetto della Grande Brera: «Siamo pronti, per quanto di nostra competenza, a dare un aiuto per reperire le risorse». La festa, inserita nel calendario delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, è culminata ieri sera con uno spettacolo («El Retrablo de Maese Pedro»), ballerini della Scala, orchestra del conservatorio Verdi e scenografie made in Brera. Dove le 134 opere finaliste del concorso tra i talenti delle accademie di belle arti d'Italia saranno in mostra (nel Salone napoleonico, nelle aule 35 e 37 e in San Carpoforo) fino al 10 luglio. E la sovrintendente di Brera Sandrina Bandera traccia un parallelo con l'anno di grazia 1859, quando all'annuale mostra che esponeva le opere migliori di studenti e insegnanti, «e si faceva in Pinacoteca, spostando i quadri per far spazio ai lavori degli allievi», fu premiato un certo Hayez. Per il Bacio, simbolo dei valori nuovi che avrebbero portato alla nascita dell'Italia: «L'unità, anche tra Accademia e Pinacoteca, è il solo modo per risolvere i nostri problemi». Quelli che dovrebbero essere superati dalla "separazione consensuale" siglata l'estate scorsa, col trasferimento delle attività didattiche dell'Accademia all'ex caserma Magenta di via Mascheroni. Previa ristrutturazione di due edifici, che saranno collegati da una cerniera; un terzo sarà costruito per completare il campus da 23 mila metri quadrati. La scuola manterrà un presidio a Palazzo Brera (il Salone napoleonico e l'ex chiesa di San Carpoforo); negli spazi liberati s'allargherà la Pinacoteca, secondo il progetto di Mario Bellini che la doterà di servizi da museo moderno (come la caffetteria e il bookshop) e ha proposto una copertura vetrata per il cortile. Intanto oggi, come coda della festa, è prevista una visita alla scuola di restauro inaugurata l'anno scorso nelle ex scuderie di Villa D'Adda Borromeo, ad Arcore: coi suoi 1200 metri quadrati è la più grande d'Italia. Aspettando la Grande Brera.