Macro è rimasto al buio. Un'eclissi totale che oscura il Museo d'Arte Contemporanea di Roma. Da più di un mese è in attesa di un nuovo direttore artistico. Ed è ancora privo di una Fondazione, nonostante il progetto di creare un organismo giuridico per mettere ordine tra finanziamenti pubblici e privati sia stato avviato quando ruspe e gru erano ancora al lavoro per trasformare l'ex stabilimento della Birra Peroni in un gioiello d'architettura. Futuro nero, nerissimo, perché, se non arriva una schiarita dal Campidoglio, l'istituzione non potrà più contare neanche sull'appoggio incondizionato dell'Enel che con 500.000 euro all'anno in qualche modo portava un po' di luce nelle sale riprogettate da Odile Decq e inaugurate a dicembre scorso. E chissà se l'arrivo di Ludovico Pratesi, dato al momento come carta vincente per dirigere la mega-struttura, che comprende anche gli spazi di Testaccio Future e Pelanda, riuscirà a dare una nuova scarica elettrica. Il critico romano avrebbe comunque superato nel totonomine Bartolomeo Pietromarchi (ex direttore Fondazione Olivetti) e Andrea Bellini (responsabile del Rivoli). Intanto, gli auguri del direttore dimissionario, Luca Massimo Barbero. «Sono stati gli anni più entusiasmanti della mia vita - racconta Barbero, in carica fino al 29 giugno, alle prese con l'allestimento della sua ultima esposizione in via Reggio Emilia - i romani mi hanno dato un'energia incredibile. E saluto il Macro sperando solo nel meglio. Sono riuscito a concludere la prossima edizione del premio Enel Contemporanea: un'opera di Carsten Holler che abbiamo presentato il 2 giugno a Venezia e che verrà esposta qui a novembre. Sto finendo di allestire la mostra che verrà inaugurata il 24. E poi di quello che succederà al museo non so. So che cosa succederà a me. Riposo. Ipotesi di rientrare? Mi hanno definito un piemontese. Lo sono», conclude Barbero mentre dà disposizioni per montare l'opera monumentale di Thomas Saraceno intitolata (combinazioni della vita) La città del futuro. In una situazione così poco chiara, l'azienda elettrica, che aveva sostenuto il Museo fin dalla nascita, avrebbe congelato i fondi per il 2011. In attesa che la Fondazione Macro (mai nata) ripartisca quote e consiglieri nell'ambito di un cda (mai nato). Lo scambio tra Enel e Macro si è concretizzato finora in mezzo milione di euro. Più un'altra quota di almeno 200.000 euro da Enel Contemporanea per la promozione. In cambio, la sala principale intitolata al gruppo e l'esposizione dell'opera vincitrice. Una collaborazione che potrebbe diventare più sostanziosa se il piano del Comune sul futuro del Museo fosse finalmente illuminato. Il sindaco ci sta riflettendo: da qualche anno. Da quando, durante l'assessorato di Croppi, il progetto sembrava arrivato in porto, con Emmanuele Emanuele al timone. Poi, il presidente della Fondazione Roma dirottò i suoi interessi e le sue risorse finanziarie sul Palazzo delle Esposizioni, diventandone presidente. Oggi nuovamente il buio: l'unica certezza è che i due milioni di euro stanziati dal Comune sono un lampo nell'oscurità.
ROMA - Macro nel caos. Barbero: non torno. Pratesi in lizza
Il Museo d'Arte Contemporanea di Roma, noto come Macro, è rimasto senza direttore artistico da più di un mese. La fondazione del museo è ancora in attesa di essere creata, nonostante il progetto sia stato avviato. L'azienda elettrica Enel, che ha sostenuto il museo con 500.000 euro all'anno, ha congelato i fondi per il 2011. Il sindaco di Roma sta ancora riflettendo sul futuro del museo, che comprende anche gli spazi di Testaccio Future e Pelanda. Il critico romano Ludovico Pratesi è stato nominato come nuovo direttore artistico, ma il suo arrivo potrebbe non essere sufficiente a salvare il museo.
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