E spunta il progetto di un ascensore di cristallo per salire sulle guglie. Un'idea. Un'ipotesi che farà discutere. Al vaglio della Veneranda fabbrica c'è un biglietto d'ingresso per i visitatori della cattedrale. La proposta arriva da monsignor Luigi Manganini che, però, non ne nasconde le difficoltà. «Se si trovasse il modo di separare il flusso dei fedeli, della diocesi e non solo, dai turisti, non sarei contrario a introdurre un piccolo contributo per la visita del Duomo». Il tutto, assicura l'arciprete, «senza arrivare agli eccessi di alcune cattedrali, dove durante la settimana non ci sono neanche più le panche». E non finisce qui: entro l'anno verrà costruito, sul lato della cattedrale, un ascensore di cristallo temporaneo che potrebbe trasportare fino a 12 persone. Insomma, bisogna fare cassa. Prima del Duomo altre chiese celebri hanno introdotto il biglietto, un'ottantina in Italia. Tra queste la basilica di San Giovanni e Paolo a Venezia, Santa Maria del Fiore a Firenze. Già nel 2006 si era parlato di un ticket d'ingresso per cercare di ripianare le spese del Duomo, ma poi non se n'è fatto nulla. E oggi che i numeri sono in crescita, la proposta torna alla ribalta. Dati alla mano, nel 2010 sono arrivati a visitare la cattedrale «quattro milioni di persone, di cui il 60 per cento sono stranieri», dice il presidente della Veneranda fabbrica, Angelo Caloia. Circa 100 mila alla settimana. Flussi destinati a crescere l'anno prossimo con l'Incontro mondiale delle famiglie, nel 2013 con le celebrazioni costantiniane per i 1.700 anni dell'Editto e infine nel 2015 con l'Expo. Con tutti questi turisti aumentano i costi. Un esempio? Lo spiega il direttore Benigno Morlin Visconti Castiglione: «Ora le previsioni per la manutenzione dei marmi sono trentennali, anziché ogni 60 anni». Il doppio delle spese. Così in qualche maniera è necessario trovare ulteriori fondi. Per i gruppi è già obbligatorio prendere le cuffie per ascoltare una lezione sulle opere («almeno così non si urla in chiesa») e pagare l'ingresso al Battistero. Altra mano al portafogli se si vuole salire sulle terrazze, dove ci saranno altri concerti per rilanciare l'appeal turistico. Oltre che una mostra a pannelli per illustrare i lavori. Non tutti, però, si dicono d'accordo con l'ipotesi di un biglietto. Anzi. A cominciare da Manfredi Palmeri (Nuovo polo) a Palazzo Marino: «Se si pensa a una richiesta economica per i visitatori, forse dovrebbe essere a carattere volontario, magari finalizzata a interventi da rendere preventivamente espliciti». Più cauto, invece, Franco D'Alfonso, assessore al turismo: «Pensiamo a un sistema Milano, bisogna fare iniziative coordinate». Intanto la Veneranda fabbrica illustra le spese, in particolare quelle straordinarie. Tra i 25 e i 3o milioni per il restauro della guglia maggiore («nei lavori coinvolto anche il Politecnico»), per le 132 minori e le terrazze. Oltre al progetto del museo del Duomo. «L'accordo di programma con Arcus, Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano ha cominI costi Per le spese straordinarie sono necessari tra i 25 e i 30 milioni di euro ciato a dare qualche frutto, 2,7 milioni di euro dai tre enti e 1,2 da Arcus. Siamo a poco meno della metà del necessario per la guglia maggiore. Speriamo che continui per la seconda e terza fase e per il museo del Duomo». A questi si aggiungono «circa 16 milioni all'anno per l'ordinaria amministrazione», sottolinea Caloia. Ed è anche per questo che si pensa a un ticket.
MILANO - Manganini: biglietto d'ingresso per i turisti che visitano il Duomo.
La Veneranda fabbrica del Duomo di Milano ha proposto l'introduzione di un biglietto d'ingresso per i visitatori, per coprire le spese straordinarie necessarie per il restauro della guglia maggiore e per le altre opere di manutenzione. Il progetto è stato presentato da monsignor Luigi Manganini, che ha anche proposto un contributo per la visita del Duomo. Il biglietto sarebbe stato introdotto per i turisti, ma anche per i fedeli che non pagano l'ingresso attualmente. La proposta è stata accolta con scetticismo da alcuni, che ritengono che il biglietto dovrebbe essere volontario e non obbligatorio.
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