Lobbligo di pagamento sarebbe riservato ai turisti, non ai fedeli Parte il restauro di 132 guglie, terrazze e museo ZITA DAZZI Un biglietto dingresso per il Duomo. Larciprete della cattedrale, monsignor Luigi Manganini, butta lì lidea a margine di un incontro sul restauro della guglia maggiore. È una sua vecchia idea, che non ha mai incontrato il favore dellarcivescovo e della Curia, né tantomeno è stata discussa fra le proposte per tirare su fondi prese in esame negli ultimi mesi dalla Veneranda fabbrica. I visitatori sono oltre 4 milioni lanno, al ritmo di 100mila alla settimana e se una parte di essi pagasse un ticket, sarebbero bei soldi per la manutenzione della chiesa più importante di Milano. Così larciprete si sbilancia: «Personalmente non sarei contrario a introdurre un piccolo contributo per la visita del Duomo, senza però arrivare agli eccessi di certe cattedrali ormai diventate un museo, tanto che durante la settimana non ci sono nemmeno le panche». Il metodo della veneziana basilica di San Marco, non piacerebbe ai milanesi e Manganini mette le mani avanti: «Cè nella diocesi - ammette - una sensibilità ambrosiana di cui tenere conto. E poi ci sono problemi tecnici, di non facile soluzione. Per esempio bisognerebbe distinguere i fedeli dai turisti. Chi entra per pregare non può pagare un biglietto, a differenza del turista giapponese che entra solo per vedere il monumento. Ma come distinguerli?». Avendo superato i 75 anni, Manganini è in età pensionabile. Infatti, gli sono stati revocati gli incarichi in Curia, tranne che il titolo di arciprete, in attesa che il nuovo arcivescovo scelga il nuovo responsabile della parrocchia più importante della città. Ma lui dice la sua: «Già oggi le comitive di turisti pagano per vedere le terrazze, il battistero e per gli auricolari con la guida. Il ticket per lingresso sarebbe lultima spiaggia, un provvedimento straordinario per tirare su fondi. Ma non cè niente di deciso». Il presidente della Fabbrica del Duomo, il professor Angelo Caloia, quantifica il problema economico della cattedrale: «Nei prossimi quattro anni ci troveremo a sborsare in tutto 9 milioni di euro per i restauri della guglia maggiore, delle terrazze, delle 132 guglie minori e delle falconature. Altri 12,5 per la riapertura del Museo del Duomo. In totale si arriverà a 25-30 milioni. Ai quali si aggiungono i 1516 milioni allanno necessari per la manutenzione ordinaria e le 110 buste paga dei dipendenti. Siamo in bolletta». Caloia prende le distanze dal ticket dingresso: «Al momento non è allo studio. Aspettiamo invece, come promesso un anno fa da Berlusconi, il ripristino della legge che ci garantiva 5 milioni allanno. Finora ne hanno promessi 4,6 per il 2012 e altrettanti per lanno successivo. Ma si tratterebbe di finanziamenti una tantum, non del ritorno del contributo fisso». La cattedrale è una "macchina" mangiasoldi inarrestabile e per trovare un modo di finanziarla la Fabbrica sta per realizzare sul fianco dellArcivescovado un ascensore panoramico a pagamento che dal 2012 - in vista dellIncontro mondiale delle famiglie col Papa a Milano e un milione di pellegrini - fino allExpo 2015 servirà a rimpinguare le casse. In attesa del via libero definitivo della Sovrintendenza, Caloia ieri ha annunciato: «I lavori partiranno al più presto e oltre allascensore realizzeremo anche uno spazio espositivo a forma di guglia sdraiata, tutta in cristallo, che ospiterà un bookshop». In attesa che il premier mantenga gli impegni, per far cassa, questo e altro.