Quattrocento metri quadri di spazio espositivo nel recuperato complesso della Confraternita del Santissimo Sacramento: è la sede del museo diocesano di Acerra che è stato inaugurato ieri pomeriggio nella diocesi campana dal vescovo Giovanni Rinaldi, alla presenza di monsignor Giancarlo Santi, direttore dell'Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale italiana. Lungo e travagliato il cammino che ha portato all'apertura della struttura museale. Già a partire dagli anni Trenta il vescovo Nicola Capasso accarezzava l'idea di aprire un museo dove conservare il patrimonio artistico diocesano e invitava i parroci a destinare alla collezione quegli oggetti non più dì uso liturgico. Negli anni Novanta anche monsignor Antonio Riboldi ne aveva riconsiderato l'opportunità, ma soltanto quest'anno il sogno della chiesa acerrana si è potuto realizzare insieme al recupero del complesso del Santissimo Sacramento (conosciuto come Corpus Domini) che, a partire dal terremoto del 1980, incuria e abbandono avevano gravemente danneggiato. L'evento fa seguito alle aperture al pubblico dell'archivio storico e della biblioteca diocesana, a conferma della scelta compiuta dalla Chiesa acerrana di puntare sulla conservazione e promozione dei beni culturali ecclesiastici per valorizzare e recuperare la propria identità sociale, culturale ed ecclesiale. Il nuovo museo si presenta al visitatore distribuito in tre ambienti per proporre non soltanto un percorso artistico, ma uno stimolo alla riflessione sulla salvaguardia delle radici di un popolo. Nella prima sala espositiva, altari, statue, arredi e argenti portano alla memoria devozioni e forme associative laicali che hanno avuto un ruolo determinante nella vita contadina delle città acerrane. Nella seconda sala: stemmi vescovili, paramenti sacri, marmi e fotografie invitano a ripercorrere il cammino pastorale diocesano. La terza sala introduce all'ineffabile mistero della fede grazie ad alcune opere di elevato valore artistico tra le quali spiccano una tavola dell'Annunciazione di scuola senese del secolo XV e la Pentecoste attribuibile a Luca Giordano. L'apertura di questa nuova struttura espositiva si inserisce nell'ambito delle celebrazioni per il 150 anniversario dell'allargamento dei confini di questa diocesi campana. Il 30 novembre 1854, infatti, Pio IX restituiva ad Acerra la sede episcopale autonoma e ne ridisegnava i confini giurisdizionali. La diocesi darà risalto alla ricorrenza con una serie di celebrazioni ecclesiali e culturali, che prendono avvio con l'inaugurazione del museo. Tra arte e fede, il percorso di Vicenza Anche a Vicenza è ormai prossima l'inaugurazione del Museo diocesano. Il significato di questo percorso religioso, storico e culturale, ospitato nel "quadrilatero" di Piazza Duomo,sarà illustrato martedì alle 11 in un incontro con la stampa dall'Arcivescovo Cesare Nosiglia. Saranno presenti anche il reponsabile dell'ufficio beni culturali della diocesi, monsignor Giulio Cattin, Chiara Rigoni della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Verona, Marisa Rigoni della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto e l'architetto Giovanni Tortelli.
Acerra mette in mostra le sue radici cristiane
Il museo diocesano di Acerra è stato inaugurato nella diocesi campana. Il museo è stato realizzato nel recuperato complesso della Confraternita del Santissimo Sacramento, che era stato danneggiato dal terremoto del 1980. Il museo presenta un percorso artistico e culturale che propone la salvaguardia delle radici di un popolo. La struttura espositiva è stata realizzata in tre ambienti e include opere d'arte, arredi e argenti. L'apertura del museo si inserisce nell'ambito delle celebrazioni per il 150 anniversario dell'allargamento dei confini di questa diocesi campana.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo