Quadri, sculture, arredi, oggetti di varia natura: una raccolta degna degli antichi Si ammirano pittori francesi del 700 ma anche Luca Giordano e alcuni caravaggeschi Chi entra nellHotel Hilton a Roma e si dirige verso lo spazio del bar, può notare, appesa su un muro laterale, unenorme tela, bellissima. È un capolavoro di Giambattista Tiepolo, uno dei sommi pittori della storia dellarte universale e cè da restare sbalorditi. Nei grandi alberghi è normale trovare arredi e quadri di alta qualità, ma un Tiepolo e di quel livello! Girando per i saloni si continuano a incontrare quadri meravigliosi. È una parte piccola della sterminata collezione appartenuta a Angelo Terruzzi, industriale e finanziere dalla carriera sbalorditiva, scomparso nel 2009. Due anni prima, nel 2007, una mostra a Roma nel Vittoriano, di 250 opere, aveva dato unidea della ricchezza e del pregio cospicuo di questa incredibile raccolta di quadri, sculture, mobili, arredi, ceramiche, porcellane, oggetti di varia natura. Una collezione degna degli antichi. Terruzzi voleva farne un museo. Aveva oltre quattromila pezzi e provò a lungo a ottenere una degna sede, sondando le disponibilità delle più importanti città dItalia. Sentì le autorità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sentì i sindaci di Roma, Milano, Venezia, senza arrivare mai a una conclusione definitiva. Ma la soluzione laveva in realtà già trovata perché da anni si dedicava al restauro della Villa Regina Margherita a Bordighera, luogo di gran fascino, coinvolgendo il bel Comune ligure e la Provincia di Imperia. E oggi il sogno si è realizzato. La sua storia è da manuale. Terruzzi aveva vissuto sul serio lavventura di Zio Paperone che comincia guadagnando un nichelino e lo conserva poi tutta la vita, quasi fosse un talismano destinato a proteggerlo per sempre. Terruzzi aveva compreso prima e meglio di tutti gli altri le qualità straordinarie del nichel, un metallo con cui si fa lacciaio e lo si fa al meglio possibile. Cominciò a raccoglierlo sistematicamente, diventandone il padrone assoluto. Da lì aveva esteso a dismisura le attività finanziarie costituendo una fortuna colossale. Voleva incardinarla allarte ricercando tutto ciò che gli garantisse una solida connessione con il passato glorioso di coloro i quali, nel corso di tempi remoti, avevano tradotto in opere darte la propria affermazione sociale, con lobbligo, interiormente vissuto, di condividere questa esigenza con tutti i possibili interessati. Larte, elitaria per antonomasia, è nel contempo veicolo supremo di condivisione dato che il suo possesso è in sostanza un fatto mentale. La possiedo se la comprendo e tanto più bello e lussuoso è loggetto darte tanto più meriterà di essere apprezzato da un pubblico vasto che vi troverà una delle manifestazioni più alte dellingegno umano. Lidea di trasformare la collezione in un museo nacque da questi presupposti, consistenti nella costruzione di un contesto organico, unitario e attraente, creato modernamente con cose antiche per proporre ai futuri visitatori un universo immaginario che non è mai esistito così come ora lo vediamo ma che riflette una realtà verissima che ha accompagnato le vicende dellOccidente per secoli, secondo quei criteri di scelta e di gusto. Villa Regina il belledificio che Margherita di Savoia fece costruire sulla costa ligure dopo la morte di Umberto I come il suo buen retiro è il luogo giusto, un approdo sicuro, uno scrigno prezioso e insieme accogliente. Con le cure scientifiche della storica dellarte Annalisa Scarpa e lallestimento dellarchitetto Michelangelo Lupo (catalogo Skira), Villa Regina Margherita apre i battenti al pubblico esponendo in un vero e proprio polo museale oltre mille pezzi. La Fondazione che la gestisce si chiama Famiglia Terruzzi-Villa Margherita. Levento, comprendente anche una mostra su Margherita, Regina darte e di cultura, è molto significativo, specie al giorno doggi. Non è solo la bellezza delle raccolte e la magnificenza dellallestimento, da rimarcare indubbiamente in questa circostanza. È il richiamo allarte antica e al collezionismo, due aspetti della cultura nazionale progressivamente accantonati nellinteresse generale. Ci sono in questo museo cose eccelse. Si può vedere un servizio di porcellane cinesi del Settecento di circa centocinquanta pezzi, che è molto difficile trovare analogo in Italia. Cè lenorme e stupendo servizio di ceramiche Minghetti, fabbricato dalla celebrata società bolognese nel 1888 per il figlio cadetto di Luigi Filippo dOrléans. Si ammirano una sfilza di pittori francesi del Settecento, di livello cospicuo e poco noti nel nostro Paese, come Jean François de Troy e Hubert Robert. Si apprezza un insieme memorabile di quadri genovesi e napoletani del Seicento non facilmente reperibili anche in musei insigni. E ci sono Assereto, Strozzi, Fiasella, Luca Giordano, Jusepe Ribera, Paolo de Matteis. Si notano arredi sontuosi e solenni. Vasi di porfido montati in bronzo, Orologi monumentali, eleganti mobili francesi, Globi celesti e terrestri. Non cè Caravaggio, ma solo un interessante quadro con un Cristo alla colonna di scuola caravaggesca. E cè da sperare che gli appassionati non si rammarichino e comprendano invece quanto cè di splendido nella storia delle arti anche al di là dei feticci consacrati. Terruzzi aveva enormi disponibilità economiche ma, nel contempo, era anche un vero collezionista. Pensava che raccogliere le testimonianze del passato e inserirle in un tessuto vivente di attenzione e di fascinazione fosse ancora possibile oggi, per il semplice fatto che la memoria delle cose è bella in sé ed è bello riconoscere ciò che è bello, perché profondamente formativo per la coscienza individuale, di chi è colto e di chi non lo è ma reputa il sapere una esperienza degna di essere vissuta. Ora il museo di Villa Margherita racconta questa storia e se qualcuno la vorrà ascoltare con partecipe attenzione sarà un gran bene.
BORDIGHERA - Così trova casa Una grande collezione
Angelo Terruzzi, un industriale e finanziere italiano, ha lasciato una collezione incredibile di quadri, sculture, mobili, arredi, ceramiche, porcellane e oggetti di varia natura. La collezione, che comprende oltre 4.000 pezzi, è stata esposta in un museo a Villa Regina Margherita a Bordighera, in Liguria. La collezione è stata creata da Terruzzi, che ha vissuto una vita di grande fortuna e ha compreso l'importanza dell'arte come veicolo di condivisione. Ha cercato di creare un contesto organico e unitario per le sue opere, utilizzando oggetti antichi e moderni.
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