Zanda: "Il Comune non ha tenuto conto del parere della direzione per i beni culturali" Lo stallo della burocrazia non ferma il Comitato per salvare la Mole. Attraverso il loro avvocato, i cittadini presenteranno questa mattina un esposto alla Procura della Repubblica contro liter che prelude alla costruzione della palazzina in via Riberi, a fianco del simbolo di Torino: un edificio destinato a ospitare appartamenti. Il reato che si ipotizza per la pubblica amministrazione è labuso dufficio. «Quello che non ci convince - sottolinea Emanuela Zanda, una dei promotori del comitato - sono i tempi. Prima il Comune ha indetto una gara per aggiudicare larea e subito dopo ha approvato una variante che aumenta notevolmente il valore economico di questoperazione. È vero che la variante era accennata nel bando, ma si è arrivati alla sua concretizzazione dopo mesi, quasi come se Palazzo civico avesse dato rassicurazioni allaggiudicatario». Quando ledificio in via Riberi 2 è finito allasta, nel dicembre del 2008, la base era di 2,2 milioni di euro. Nel 2009 la Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, chiamata in causa, ha risposto che «non sussiste un vincolo specifico sulledificio di via Riberi, ma che larea è meritevole di tutela in considerazione dei superiori valori ambientali e paesaggistici». «Ma il Comune - fa notare Zanda - con la variante parziale 182, approvata poi a luglio del 2009, ha modificato il piano regolatore senza tenere conto del parere della Direzione regionale. Gli edifici potranno essere demoliti e ricostruiti, i piani fuori terra passeranno da due a cinque». Un progetto di massima, realizzato dagli aggiudicatari, ha poi previsto una manica di cinque piani lungo tutta via Riberi. Ma in questo caso non è mai arrivata lapprovazione della Soprintendenza. «Per evitare contenziosi con il costruttore - scrivono ancora i cittadini nel loro esposto - il Comune ha quindi approntato una seconda variante parziale, la 233, oggi ancora in discussione. Un provvedimento che, se approvato, consentirebbe la costruzione di un nuovo palazzo di sette piani, ma solo al numero 6 di via Riberi». Nel giugno del 2010 è stato presentato un altro progetto che sposta gran parte delle case su via Gaudenzio Ferrari. E ora la battaglia si sposta in tribunale: allesposto i membri del Comitato hanno già annunciato che faranno seguire un ricorso amministrativo. La preoccupazione di cittadini e residenti non si limita comunque alla vista della Mole, che con la costruzione del nuovo edificio sostengono verrebbe oscurata. Dietro la bocciatura del progetto ci sono anche i tre piani interrati. «Un buco profondo circa 15 metri - denuncia il Comitato - che è previsto proprio a ridosso del simbolo di Torino. Chi ci garantisce che questo intervento non danneggerà le fondamenta della Mole?». Questa mattina lintervento del Comitato non si limiterà allesposto in Procura: è infatti terminata la raccolta delle firme per la petizione al consiglio comunale. In soli dieci giorni il Comitato ha convinto 1.300 persone a sostenere la sua causa. Oggi le firme saranno portate in Comune in attesa che la discussione arrivi nella nuova Sala Rossa.