Ora il timore riguarda i sequestri Continua il blocco di beni della Valore: immobili e conti correnti per 18 milioni Primo interrogatorio oggi pomeriggio davanti al gip di Lucca per l'architetto Giovanni Valentini Concorso in corruzione. È questa l'accusa mossa dalla procura nei confronti del sindaco Mauro Favilla, dell'assessore alle finanze, Giovanni Pierami, e dell'ingegner Francesco Cecati della Soprintendenza. Tutti di Lucca. È questa la novità più rilevante nell'inchiesta sulla corruzione a Lucca che ha provocato uno tsunami politico con l'arresto in carcere dell'assessore Marco Chiari e del dirigente dell'ufficio urbanistica Maurizio Tani e i domiciliari l'architetto Giovanni Valentini del gruppo Valore di Prato, all'ingegner Andrea Ferro e all'architetto Luca Antonio Ruggi. Sul piano investigativo nella giornata di ieri sono proseguite le operazioni di sequestro preventivo nei confronti della Valore spa di terreni, somme e beni sino a un importo di 18 milioni e 302 mila euro ritenuto dagli inquirenti il «profitto del reato». Carabinieri della polizia giudiziaria della procura e militari del reparto operativo stanno effettuando lentamente le operazioni di trascrizione dei terreni sequestrati e le notifiche bancarie per bloccare i conti intestati e spalmati su 11-12 istituti di credito. Stamani inoltre al via gli interrogatori di garanzia in carcere e ai domiciliari per quattro dei cinque arrestati. Il gip inizierà dall'assessore Marco Chiari e dal dirigente Maurizio Tani. Poi, nel pomeriggio, toccherà all'architetto Valentini (difeso dall'avvocato Giulia Padovano) e all'architetto Luca Ruggi (assistito da Maurizio Campo). Lunedì sarà la volta dell'ingegner Andrea Ferro difeso da Luigi Velani. Il giorno dopo il grande blitz, la Prato che conta del mondo edile e delle immobiliari è attonita. Gli arresti domiciliari scattati due giorni fa per Giovanni Valentini, presidente del consiglio di amministrazione della Valore, creano forte preoccupazione e altrettante attese. Anche se nessuno ha voglia di parlare il pensiero va agli affari pratesi della società e a che fine faranno. Nessuna notizia uficiale è arrivata, ancora, nelle stanze del Comune. Ma si teme che i sequestri in corso possano riguardare anche i beni pratesi della società: il complesso della Cementizia (licenzia edilizia praticamente solo da ritirare), i terreni di Chiesanuova che avrebbero dovuto trasformarsi prima in un super stadio successivamente in una cittadella dello sport e il complesso residenziale in via Filzi non ancora del tutto terminato. Se così fosse per il mercato edile-immobiliare pratese già alle prese con il dissesto della Btp e con le fortissime difficoltà del Consorzio Etruria, sarebbe un nuovo colpo. Ultima indiscrezione: altri indagati nell'ambito dell'inchiesta lucchese, pare non ce ne siano. Ma la tensione è alle stelle.