LUCCA. Non è nuova, almeno per Il Tirreno, la vicenda dell'operazione immobiliare da 130mila metri cubi a S. Anna, in un'area da quasi 7 ettari, a ridosso di viale Einaudi, non distante dal casello di Lucca ovest. A giugno del 2007, viene raccontata la costruzione di un nuovo quartiere da 200 appartamenti, negozi, centro commerciale e albergo a poche centinaia di metri dalle Mura. Quel quartiere mai edificato, ma previsto dagli strumenti urbanistici, oggetto di una variante "ad hoc" che oggi è al centro dell'inchiesta per corruzione che ha portato all'arresto di politici, funzionari comunali, imprenditori e professionisti. Chiari, assessore scomodo che collezionava le deleghe e il potere Alla ribalta della cronaca fin dai tempi di Mendella, patron di ReteMia Dalla rottura con Fazzi all'amicizia con Favilla LUCCA. A Lucca Marco Chiari lo conoscono tutti. Non solo perché è stato assessore più volte da quando il centrodestra (anno 1998) governa la città o perché, da professionista (è geometra), ha sempre lavorato molto. È il suo carattere a creargli facilità di contatti: sempre allegro, arguto, disponibile, pronto a trovare una via d'uscita per ogni problema. Ma anche disposto a scontrarsi con il mondo per portare avanti le sue idee, come dimostra il braccio di ferro con i commercianti, potente categoria della città, sull'accesso nella Ztl dopo l'entrata in vigore delle telecamere. Alla ribalta della cronaca Chiari arriva all'inizio degli anni Ottanta, come progettista di interventi di recupero operati soprattutto da banche e negozi nel cuore del centro storico. Sotto i riflettori il geometra rimane poi a lungo come consulente di Giorgio Mendella, il patron di ReteMia, per le numerose operazioni immobiliari che venivano proposte in tv. Su tutte la realizzazione di case a prezzo scontatissimo in Romania, al centro poi dell'inchiesta della magistratura sul telefinanziere. Dalle indagini Chiari esce senza accuse, a differenza di altri collaboratori di Mendella. Alla politica arriva alla fine degli anni Novanta, nelle file di Forza Italia (viene dato molto vicino al presidente del Senato, Marcello Pera), a sostegno del candidato sindaco Pietro Fazzi il quale, eletto, gli affida il ruolo di assessore all'urbanistica. Chiari diventa subito lo stratega della riorganizzazione del territorio e a lui si debbono sostanzialmente il piano strutturale e il nuovo regolamento urbanistico con cui Fazzi si ripresenta alle elezioni, al termine del primo mandato, nel 2002. Il sindaco uscente è confermato al primo turno, ma con Chiari qualcosa si incrina. Per tutta l'estate, Fazzi non inserisce Chiari nella nuova giunta. Alla fine lo fa, ma al geometra non dà più l'assessorato all'urbanistica, concedendogli invece il traffico e altre deleghe. Lo scontro sfocia nelle dimissioni di Chiari, nel settembre 2003. Dopo poche settimane, poi il professionista crea un'associazione trasversale, "Lucca in forum", e comincia ad attaccare Fazzi con ripetuti interventi sui giornali: «Il sindaco sta distruggendo Lucca - arriva a scrivere il 29 aprile 2004 - la periferia diventerà un megacentro commerciale». E non sarà l'ultimo degli attacchi alla politica di cementificazione selvaggia che attribuisce al primo cittadino. Nella campagna elettorale del 2007 lo ritroviamo attivo nella lista civica di centro Governare Lucca, guidata dall'ex parlamentare Piero Angelini e artefice della candidatura - poi vincente - di Mauro Favilla. Il nuovo sindaco tiene in grande considerazione l'esperienza di Chiari e ben presto comincia a servirsene come consulente esterno, non pagato, prima di nominarlo come responsabile (anche in questo caso a titolo gratuito) della consulta per l'arredo urbano. Sempre più vicino a Favilla, Chiari ha poco dopo un ruolo nella spaccatura dentro Governare Lucca, dove un gruppo di iscritti (tra cui lui) prendono le distanze dal leader, Piero Angelini. Non passa molto tempo prima che il geometra diventi a tutti gli effetti l'assessore di punta dell'esecutivo, con scelte che creano parecchie reazioni, soprattutto in materia di mobilità, sosta e accesso nel centro storico. Le deleghe per Chiari col tempo aumentano: oggi ha quelle per centro storico e arredo urbano; mobilità, traffico, sosta e piste ciclabili; progetti particolari: mercato del Carmine, stadio, stazione autolinee; rapporti con enti per grande viabilità. Il grande spazio che ottiene da Favilla contribuisce ad aumentare gli attacchi nei suoi confronti da parte segnatamente del Pdl, che non gradisce tra l'altro lo scontento che le decisioni dell'assessore provocano tra i commercianti e (per le multe legate all'accesso nella Ztl) nei residenti del centro storico. Dopo le elezioni più di un esponente del Pdl arriva a chiedere più o meno apertamente la testa di Chiari, il quale proprio pochi giorni fa aveva confidato di essere stanco di tutti questi attacchi e di essere intenzionato a lasciare.