L'ex presidente Capocchi: «Da sempre abbiamo parlato di incongruenze ma col Comune non è mai stato possibile il dialogo» LUCCA. Giornata intensa per il presidente dell'Associazione Parco S. Anna: il cellulare di Giuseppe Marsili, alla guida del comitato da pochi mesi, ha squillato costantemente. «È riconosciuto il nostro lavoro e credo di poter dire che l'Associazione S. Anna meriti la paternità del fatto che si stia facendo chiarezza su questi temi». Sugli arrestati, Marsili dice: «Sono persone con cui abbiamo provato ad avere dialogo, ma siamo stati spesso respinti». «Non era il loro arresto il nostro obiettivo, quello che interessa alla Associazione è la vivibilità del quartiere di S. Anna, il rispetto delle regole e un confronto sereno con la pubblica amministrazione». È dal settembre 2007 che l'Associazione cerca informazioni sul piano attuativo di viale Einaudi. «Avevamo capito subito che qualcosa non andava e che il rischio poteva essere il non rispetto del piano strutturale. Da più di tre anni studiamo le carte, ci confrontiamo con tecnici: abbiamo riscontrato forti anomalie. Ci dispiace che ci siano stati arresti, ma d'altro canto abbiamo avuto conferma che i nostri dubbi erano legittimi». Umberto Capocchi è stato invece presidente dell'Associazione Parco S. Anna dalla sua nascita fino a poche settimane fa. Anche dopo il termine del mandato, è rimasto elemento attivo rappresentando una memoria storica del lavoro svolto dal consiglio e punto di riferimento per le relazioni esterne. Ed è intenzionato a rimarcare che è proprio grazie al gruppo che ha guidato per più di tre anni se si sta facendo chiarezza sull'urbanistica. «Siamo stati noi a a realizzare il dipinto che ha portato allo scenario attuale circa la cementificazione e le incongruenze tra piano struttuale e regolamento urbanistico nella nostra città. Abbiamo da sempre parlato di anomalie su queste materie, abbiamo anticipato la notizia dello sforamento delle Utoe facendo anche una pubblicazione in merito. Le nostre perplessità erano palesi e le esprimevamo anche al Comune». L'Associazione Parco S. Anna è stata spesso ritenuta politicizzata. «Logico che la materia trattata richiedeva incontri con politici e un rapporto con le forze di maggioranza e di opposizione. Siamo sempre stati propositivi e abbiamo sempre voluto dialogare con tutte le forze politiche, senza alcun pregiudizio. Ma chi è al governo della città non ci ha mai dato ascolto, deridendoci spesso e dicendo ogni volta che non c'era ormai niente da fare, anche se ci confortava il fatto che in viale Einaudi e in via del Bozzo dopo anni non avevano ancora messo un mattone e che il progetto della Valore non aveva inizio». Eravate al corrente delle indagini in procura? «Dopo che in Comune non c'era possibilità di dialogo, le nostre lettere hanno avuto sempre come destinatario anche la Procura, avvertendo in assoluta trasparenza e con i tempi giusti anche il Comune. Poi la giustizia ha fatto il suo percorso, ma, nonostante questo, la situazione con l'amministrazione comunale e gli uffici con cui ci relazionavamo non è cambiata. Il sindaco, e non solo, era molto accaniti nel voler difendere le sue posizioni in materia di urbanistica senza darci ascolto». Il fatto che il gip abbia accolto le richieste della Procura rappresenta una vittoria per l'Associazione Parco S. Anna? «Sicuramente è un riconoscimento importante del lavoro fatto in questi anni dai volontari, dal consiglio e dai nostri soci, anche se non auspicavamo questo». Cosa augura adesso all'Associazione Parco S. Anna? «Che si faccia chiarezza sino in fondo e che la procura faccia le sue indagini. Spero che questa maggioranza abbia un po' di coscienza e rinunci a portare avanti il lavoro sul piano strutturale; è palese che non ha più le credenziali per farlo. Obiettivo dell'Associazione adesso è quello di vigilare per il bene del quartiere e della sua gente».
LUCCA - URBANISTICA Visto? Avevamo ragione noi. Da anni il comitato di S. Anna combatte per il rispetto delle regole
L'ex presidente dell'Associazione Parco S. Anna, Umberto Capocchi, ha espresso la sua opinione sull'arresto di alcuni individui legati al piano attuativo di viale Einaudi. Capocchi sostiene che l'Associazione ha sempre cercato di avere un dialogo sereno con la pubblica amministrazione, ma non è stato possibile. Ha anche affermato che il lavoro svolto dall'Associazione ha portato alla chiarezza sull'urbanistica della città. Capocchi ha anche espresso la sua preoccupazione per il futuro dell'Associazione, che ora si concentrerà sulla vigilanza per il bene del quartiere e della sua gente.
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