Per la Procura sarebbero serviti ad aggirare i limiti di piano «Illegittime» le delibere sul monitoraggio di quanto costruito e sulla variante di minima che cancella i parametri per le Utoe I.B. LUCCA. Dati falsi per giustificare la costruzione di case. Più di quante consentite dal piano strutturale. Per la Procura - e per i suoi consulenti di urbanistica - la politica edificatoria del Comune si baserebbe su dati falsati ad arte. Per aggirare il superamento dei limiti del piano strutturale: a dicembre 2009, quando viene presentato il "monitoraggio" sull'edilizia esidenziale, «le capacità di consumo (di superficie) sono state superate di oltre il 7 e il 17 gennaio 2011 (all'adozione della variante di minima al piano strutturale) di oltre il 24». Nello specifico, i consulenti accusano il Comune di «forzare le norme regionali» sull'urbanistica con la variante di minima al piano strutturale che cancella i confini fra le Utoe (le 17 zone nelle quali è diviso il territorio comunale) e le indicazioni «quantitative dei carichi insediativi. A questo aspetto - insistono i consulenti della Procura - che già di per sé pone in termini di illegittimità la variante, si somma una infondata disponibilità di suolo fondiario basata su incrementi arbitrari e travasi fra le funzioni (residenziali, commerciali, eccetera)». Nello specifico, secondo i consulenti della Procura, il primo atto illegittimo del Comune sarebbe la relazione di monitoraggio approvata dal consiglio comunale il 15 dicembre 2009 per fare il punto su quanto era già stato costruito in base al regolamento urbanistico e quanto restava da costruire, secondo le previsioni del piano strutturale. «La relazione - scrivono i consulenti - attestava un quantitativo di superficie fondiaria residenziale di 534.675 metri quadri, superiore a quello massimo stabilito dal piano strutturale in 400mila metri quadri, derivante dall'indebito incremento di 134.675 metri quadri». Questo indebito incremento sarebbe stato creato conteggiando i metri quadri di «altre funzioni connesse all'utilizzo residenziale che, invece, doveva essere incluso» in quel calcolo, in base a quanto prevedono le norme del piano strutturale. La delibera del monitoraggio, inoltre - aggiungono i consulenti - conterrebbe «una falsa dichiarazione in quanto avalla le false attestazioni contenute nella relazione del monitoraggio riguardo al contenimento della misura della superficie residenziale attuata, indicata in 529.725 metri quadri, comprendenti anche i 10.920 metri quadri di superficie fondiaria riferiti a un piano nell'Utoe di S. Anna (quello di Valore per viale Einaudi, ndr) che non poteva essere computata in quella massima ammissibile di 534.675 metri quadri indebitamente determinata. Infatti, il piano attuativo in questione era stato solo adottato». Illegittima, per i consulenti della Procura, anche la delibera di adozione della variante al piano strutturale, del 17 gennaio 2011 che contrasterebbe con la legge regionale 12005 sull'urbanistica. A differenza di quanto sostenuto nella relazione alla variante - evidenziano i consulenti - la superficie residenziale non restava invariatata, ma «i quantitativi venivano artatamente indicati in 400mila metri quadri, a fronte di un quantitativo attuato alla data del 17 gennaio 2011 di 496.538 metri quadri». Da qui l'accusa di «falsa dichiarazione» contenuta nella delibera della variante di minima e della «illefittimità dell'atto» per l'eliminazione dei «riferimenti alle quantità edificatorie massime ammissibili per ciascuna Utoe».