Atripalda. Contro lo scippo dell'Antica Abellinum domani sera mobilitazione della cittadinanza e delle istituzioni ad Atripalda. Un appuntamento che coinvolgerà non solo la cittadina del Sabato ma anche la Regione con il vicepresidente De Mita, la Provincia con il presidente Sibilia, ed i primi cittadini dei comuni limitrofi di Avellino, Mercogliano e Monteforte Irpino, la locale Pro Loco nonché tutte le associazioni di categoria e i sindacati. Il corteo partirà da piazza Municipio, dove si radunerà alle ore 20. Dopo aver percorso le principali strade di Atripalda, la marcia di protesta terminerà, davanti al cancello degli scavi della Civita, al quale sono stati apposti i sigilli dal commissario ad acta nominato dal Tar di Salerno per dare esecuzione alla sentenza che ha nei fatti riconsegnato l'antica domus romana alla famiglia Dello Iacono. La serata si concluderà con la musica del dj avellinese Vinyl Gianpy. Prevista la partecipazione di tanta gente comune. Il Comitato promotore ieri sera ha tenuto una riunione organizzativa per predisporre tutte il percorso e le iniziative. «Cari concittadini, un'assurda vicenda giudiziaria rischia di privare definitivamente Atripalda del suo patrimonio storico ed archeologico. Abellinum ha bisogno di noi, facciamo sentire la nostra voce»". A scrivere una lettera aperta è il sindaco Aldo Laurenzano che lancia un appello alla mobilitazione e parteciazione. «Ci ritroveremo tutti insieme - prosegue la nota del primo cittadino - cittadini, associazioni, sindaci, deputazione regionale e nazionale, istituzioni, in Piazza Municipio, per difendere la nostra storia». Una battaglia che si preannuncia ancora lunga ma che la settimana scorsa ha incassato un punto a proprio favore con la decisione assunta dal presidente del Tribunale amministrativo regionale di sospendere l'efficacia della riconsegna dei beni alla famiglia Dello Iacono fino al prossimo 30 giugno. Il presidente del Tar di Salerno Luigi Esposito ha infatti restituito alla Sovrintendenza, seppure temporaneamente, l'area degli scavi con un provvedimento monocratico. Un lasso di tempo che dovrebbe consentire alla Soprintendenza di ottenere un nuovo decreto di esproprio e di poter effettuare una precisa catalogazione dei reperti rinvenuti nell'area degli scavi.