Pozzuoli. Trasformare il Castello di Baia e l'Anfiteatro Flavio di Pozzuoli nei due «fari culturali» dei Campi Flegrei: snodi della rete dei saperi che possano orientare al meglio il turista nel suo viaggio tra siti storico-archeologici e tradizioni enogastronomiche flegree secondo un piano organico di sviluppo. Nasce a Pozzuoli il primo distretto culturale dei Campi del Sapere: un sistema di connessione tra operatori culturali, ricerca accademica, enti locali e imprese che riunisca l'offerta turistica. L'obiettivo è la piena valorizzazione del territorio, attraverso le risorse dell'immenso giacimento culturale dei Campi Flegrei con percorsi didattico-culturali che partono a raggiera dai due monumenti e, attraverso un preciso iter, si dipanano tra reperti archeologici, cantine, aziende agrituristiche e mostre culturali. Un sistema organico e coerente di turismo culturale ed emozionale. Da due anni è chiuso in un cassetto il programma dei distretti culturali stilato dalla Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac, che nei Campi Flegrei ha puntato sul Castello di Baia e sul Museo dei Campi Flegrei. Finora dell'avvio concreto di quel progetto nemmeno l'ombra. A gennaio del 2010 fu la senatrice Diana De Feo, braccio destro dell'allora ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, a chiedere con forza l'avvio del piano del Mibac per Baia. Appelli rimasti però inascoltati. Adesso la neonata agenzia dei Campi del Sapere, nel cui comitato scientifico figurano esponenti del mondo accademico come Gian Carlo Carrada della Federico II e Antonio De Simone del Suor Orsola Benincasa, in sinergia con l'assessorato regionale all'Agricoltura è ripartita da quell'idea e l'ha completamente rielaborata, puntando sui distretti culturali della zona flegrea. Venerdì pomeriggio alle 18 presso il Complesso Agave di Pozzuoli ci sarà il battesimo dell'agenzia guidata da Mario Marotta, con la presentazione del VII Rapporto annuale di Federculture e la partecipazione dell'assessore regionale Vito Amendolara. «I Campi del Sapere è un'agenzia di turismo culturale che vuole generare nuovi modelli economici che valorizzino le risorse endogene del territorio spiega Mario Marotta, presidente dell'agenzia I Campi del Sapere - L'obiettivo è creare valore aggiunto attraverso un'azione di spin-off tra il mondo scientifico, quello dell'accoglienza turistica e quello dell'impresa culturale, con la compartecipazione degli enti locali. L'agenzia garantisce inoltre, attraverso un unico marchio, elevati standard qualitativi in tutti i settori dell'offerta formativa, dell'accoglienza e del supporto». Finora enormi potenzialità inespresse, con musei chiusi o parzialmente interdetti al pubblico, come quello di Baia con 47 stanze aperte su 55; percorsi archeologici off-limits come al Rione Terra e servizi inesistenti per i turisti. Eventi scollegati tra di loro e marketing territoriale inesistente. Punti critici indicati anche in una relazione di Mario Resca, nominato nel 2008 direttore per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. I turisti, invece, si attirano se si mette a sistema il patrimonio culturale, l'offerta enogastronomica e l'alta formazione in grado di offrire un pacchetto turistico-culturale organico e innovativo.